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Bersani ha perso le elezioni ma non le metafore: «La mucca era un toro e ci è passato sopra»

Dove c’è Pier Luigi Bersani c’è una metafora, è il caso di dire. L’ex segretario del Pd, oggi esponente di primo piano di Liberi e Uguali, per commentare la situazione politica post-elezioni e il deludente risultato della sua lista ha fatto riferimento alla più volte citata «mucca nel corridoio».

Bersani, le elezioni e la mucca che «era un toro»

In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano Bersani spiega che quella mucca, la destra e i populismi, è diventata «un toro», un toro che «ci è passato sopra»:

Non ha pesato la scelta di Grasso? La sua candidatura, quella dei D’Alema, degli Epifani ?

Sono sfumature, giustificazionismo di superficie. Avremmo preso qualche decimale in più? Possiamo anche cazzeggiare sulle increspature, ma significa non vedere il punto di fondo.

Sarebbe?

Che vedere il problema, non significa aver trovato la soluzione. Sono quattro anni che batto lo stesso chiodo: il ripiegamento della globalizzazione, le disuguaglianze, l’ascesa della destra protezionista, il centrosinistra che va dietro all’establishment. L’ho detto per primo che c’era la mucca nel corridoio. Solo che abbiamo scoperto che la mucca era un toro e ci è passato sopra. La gente ci ha percepito come una variante del sistema.

Il sistema ha perso. Vincono gli “anti”.

Ma i cinquestelle non possono dire ‘bussate e vi sarà aperto’. Devono dire dove girano la testa. Se non fosse blasfemo, bisognerebbe ricordare che quarant’anni fa ci fu uno che ci lasciò le penne per dire da che parte la girava.

Quello era Aldo Moro, qui c’è Luigi Di Maio.

Devono farci la cortesia di uscire dal loro sistema tolemaico: chi fa girare i pianeti è il Parlamento, non i 5 Stelle.

(Foto: ANSA / FRANCO LANNINO)