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«Vogliamo il reddito di cittadinanza», anche a Treviso chiedono l’assegno che non c’è

Il caso è esploso la scorsa settimana in provincia di Bari: a Giovinazzo sono state segnalate dai Caf diverse richieste di reddito di cittadinanza, l’assegno promesso in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle e destinato a chi non ha una lavoro, che ovviamente non è mai entrato in vigore. Le richieste sono esplose in seguito al successo del partito di Luigi Di Maio alle Politiche del 4 marzo. Molti cittadini, male informati, hanno pensato di poter usufruire del beneficio del reddito di cittadinanza già a pochi giorni dalle urne, prima dell’insediamento dei nuovi parlamentari e di un nuovo governo e prima dell’approvazione di una legge.

 

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Le richieste per il reddito di cittadinanza dopo la vittoria M5S anche a Treviso

Simili episodi non si sono verificati anche in altre località. E non solo nelle regioni del Sud. Il quotidiano Il Gazzettino oggi racconta di richieste di informazioni anche in provincia di Treviso. Nei giorni scorsi più di una persona si sarebbe presentata al Caf e al patronato della Cisl di Treviso chiedendo di poter compilare i moduli per avere accesso al sussidio. Non c’è stata nessuna fila agli sportelli, è stato precisato, ma solo utenti curiosi e sporadici. Ha raccontato Mattia Zanardi:

Utenti sporadici, certo, nella massa di persone che ogni giorno si rivolge alle strutture del sindacato. Tuttavia ben determinati: agli addetti Cisl che proponevano il Reddito di inclusione, il cosiddetto Rei (effettivamente entrato in vigore alla fine dell’anno scorso), gli interlocutori hanno replicato di puntare proprio a quel reddito di cittadinanza, di cui avevano tanto sentito parlare negli ultimi tempi. E che, visto l’esito elettorale, ritenevano ormai cosa fatta. Già in passato, di fronte agli annunci di nuovi sgravi o ammortizzatori sociali, agli impiegati era capitato di dover frenare gli entusiasmi degli interessati, spiegando che era necessario attendere decreti di attuazione e regolamenti applicativi. In questo caso, si è addirittura ad una fase precedente: una semplice promessa della campagna elettorale.

 

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Il Gazzettino riporta anche il parere di Cinzia Bonan, segretaria generale della Cisl Treviso e Belluno:

«Questa vicenda deve essere un ulteriore monito ai partiti politici e ai loro esponenti. La gente, fortunatamente per certi versi, crede ancora a quello che dicono. Però si generano aspettative e, se non si danno risposte concrete, si rischia di creare ancora più danni. Come sindacato vorremmo che fossero usati in modo più efficace gli strumenti già esistenti: ad esempio, chi entra in Naspi o chi va in pensione può attendere mesi prima di iniziare a ricevere i versamenti. E il Rei oggi ha maglie troppo strette».

(Foto: ANSA / RICCARDO ANTIMIANI)