Farnesina bolla come fake news il servizio de Le Iene sui brogli al voto degli italiani all’estero

di Redazione | 13/03/2018

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Le Iene hanno mandato in onda un servizio,l’11 marzo 2018, che denuncia una situazione di brogli sul voto degli italiani all’estero per questa ultima tornata elettorale.  Nel servizio si riporta la testimonianza di Simone Mellini, italiano residente a Fortaleza, in Brasile, che si lamenta di non aver ricevuto le schede per poter votare. Mellini attendeva il plico dal consolato italiano, e nell’intervista lamenta di non averlo mai ricevuto. Come spiegazione il Consolato gli ha detto che aveva preso fuoco il deposito delle Poste. Ma Simone sospetta che qualcun altro possa aver votato al suo posto.

Il servizio, curato dalla iena Filippo Roma, fa parte di un lungo lavoro che denuncia i cosiddetti cacciatori di plichi, ovvero persone che si preoccupano di intercettare le buste da spedire in modo tale da pilotare preferenze per una forza politica in particolare all’estero. Un servizio simile è stato denunciato, sempre da Le Iene, a Colonia, dove un signore sostiene di aver pagato un postino per farsi consegnare le schede elettorali e votare al posto dei malcapitati. E casi simili stanno emergendo, con denunce varie, in Spagna e Brasile. Le Iene hanno anche documentato ciò che sarebbe successo anche nella sede della Protezione Civile di Castelnuovo di Porto, dove sono stati scrutinati i voti dall’estero. Per ogni plico gli scrutatori devono verificare il tagliandino collegato. Ma le immagini riprese con una telecamera nascosta mostrano una certa carenza di controlli.

Dopo la messa in onda della puntata la Farnesina ha replicato a Le Iene con comunicato stampa:

Rispetto al nuovo servizio sul voto all’estero della trasmissione “Le Iene” andato in onda l’11 marzo, dalle prime verifiche emerge che circa la metà dei connazionali intervistati non avevano diritto a ricevere il plico elettorale: si tratta infatti di cittadini con posizione anagrafica all’estero non perfezionata. In questi casi, il materiale elettorale non è stato dunque spedito, come imposto dalla normativa vigente. Inoltre, all’elettore residente in Svezia intervistato da “Le Iene” nella trasmissione sopra citata, era stato regolarmente spedito il plico, e su sua richiesta gli era stato successivamente rilasciato anche un duplicato per esercitare il diritto di voto. Si ribadisce dunque la natura di “fake news” del servizio summenzionato, sottoposto all’attenzione delle autorità competenti.

Quanto al connazionale intervistato a Fortaleza in Brasile, la Farnesina si riserva di valutare eventuali azioni legali a tutela della sua immagine, tenuto conto della natura delle affermazioni.

Quindi, secondo quanto riporta la Farnesina, agli italiani intervistati non è stato negato il diritto al voto. Semmai non potevano votare (eccetto per il cittadino in Svezia a cui è stato, tra l’altro, rilasciato un duplicato).