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“Sepolto senza vestiti”, la lettera della moglie del senzatetto morto a Milano

Morto di freddo in strada a fine febbraio, il corpo del 47enne Massimiliano Rovelli ha dovuto subire un’ultima umiliazione prima del funerale: essere inumato in un sacco nero senza essere vestito. È quanto si apprende dal racconto dell’ex moglie del senzatetto che ha voluto scrivere al sindaco di Milano Sala affinché episodi simili non si ripetano mai più.

La vicenda risale al 28 febbraio quando la donna, insieme al figlio, si sono recati all’obitorio di piazzale Goriri con dei vestiti per l’uomo, conosciuto come “Max lo Chef”. Lì è avvenuta la macabra sorpresa con il corpo già inumato nel sacco utilizzato per coprirlo in strada.

Rovelli, un passato da cuoco in ristoranti e alberghi, dopo aver perso il lavoro da agosto 2017 viveva in strada e soffriva di problemi legati all’alcool. Il ciclone di freddo che si è abbattuto sull’Italia due settimane fa non gli ha lasciato scampo, nonostante sia stato invitato a dormire nelle strutture d’accoglienza disposte dall’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino: “Ci sono alcune centinaia di persone per strada che non vogliono essere ricoverate nelle strutture d’accoglienza, e che potrebbero invece essere ospitate nei 280-300 posti che abbiamo a disposizione”. Con l’arrivo di Burian bis previsto per fine marzo, la speranza è che non si registrino più episodi simili.

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