Eleutha, viaggio come libertà: “Il mio sogno? Raccontare il mondo in tv”

Federica Basili 17 Apr 2026
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Si chiama come la parola greca per “libertà” e non è un caso. Eleutha è il progetto di Guendalina Stabile, partito nel 2018 come blog personale e diventato oggi un business a tutto tondo: contenuti, consulenze di marketing, UGC e viaggi di gruppo in destinazioni scelte e vissute in prima persona. Laureata in Economia e Marketing, con una specializzazione nel comportamento del consumatore, Guendalina è una delle voci più autentiche del panorama travel italiano. L’abbiamo incontrata per parlare di come il settore è cambiato, di algoritmi, di autenticità e di un sogno che guarda alla televisione.

Il nome”Eleutha” viene dal greco eleutheria, libertà. Quanto c’è di autobiografico in questa scelta? Era già chiaro da subito che il progetto avrebbe ruotato attorno a questo valore?

Si, il nome è stato scelto da subito per rappresentare qualcosa che rispecchiasse la mia essenza. Il progetto Eleutha è nato proprio come esigenza di fare finalmente qualcosa di mio, che riuscisse a far esprimere le mie idee, passioni e creatività e quindi la scelta è ricaduta inevitabilmente su un nome che fosse legato alla mia parola preferita e modo di essere ma anche alla mia concezione di viaggio come libertà di conoscenza e scoperta.

Ha i lanciato Eleutha nel 2018: com’era il panorama dei travelblogger in quel momento, e cosa ti ha convinta che ci fosse spazio anche per la tua voce?

Nel 2018 era tutto diverso, i blog avevano ancora un “peso” importante rispetto ai soli canali social, su Instagram si postavano solo foto e Tiktok non esisteva. Il mondo è cambiato ed io ho dovuto imparare a cambiare con lui. Quando ho aperto il blog all’inizio in realtà non mi sono domandata se ci fosse qualcuno interessato a sentire le mie storie di viaggio, non è stata una scelta calcolata, bensì una scelta legata all’esigenza di esprimermi ed incanalare le forze in qualcosa che mi desse entusiasmo e fare progetti mi ha sempre riempito mente e cuore.

In questi anni Eleutha si è trasformata da blog di viaggio a qualcosa di più articolato: content creation, UGC, consulenze di marketing.

Come è avvenuta questa evoluzione? È stata una strategia pianificata o ti sei adattata alle opportunità che arrivavano? E’ stato un percorso. Come accennavo prima il mondo è cambiato ed io con lui, sia per scelta che per necessità di adattarsi al mercato. Eleutha è nato come un progetto personale, un modo che mi permettesse di esprimere la mia passione per i viaggi e la scrittura, ma piano piano si è trasformato in business ed è diventato a tutti gli effetti un lavoro. La parte delle consulenze di marketing è sempre andata di pari passo in quanto è il bagaglio che mi porto dietro dai miei studi e dalla mia esperienza lavorativa precedente. Sono laureata in Economia e Marketing e poi specializzata in Marketing e Comportamento del Consumatore. Il marketing è qualcosa che mi ha sempre affascinato ed ho amato e non ho mai voluto abbandonarlo, fa parte di me. Quelle che all’inizio mi sembravano due strade inconciliabili hanno poi cominciato a camminare fianco a fianco. Mi piacerebbe in futuro farle incontrare ancora di più e magari lavorare nel marketing di qualche destinazione turistica, chissà!

Fare la freelance significa gestire più anime del progetto contemporaneamente — creatrice, consulente, brand ambassador. Come tieni insieme tutto senza perdere l’identità originale del progetto?

E’ onestamente la parte più difficile di tutte, avere il controllo su tutto e gestire tutte le sfaccettature del business da sola è la vera sfida, sia in termini di competenze che di tempo. La mia formazione universitaria e la mia esperienza lavorativa nel marketing sicuramente sono state di grande aiuto nella parte di amministrazione e gestione di partnership e contratti ma nel suo complesso questo è un lavoro che non ti insegna nessuno, va imparato ogni giorno ed ogni giorno è necessario imparare una cosa nuova. Credo di riuscire a mantenere “l’anima originale” del progetto, sebbene dovendolo integrare nel business, in quanto sono sempre rimasta fedele a me stessa. Condivido ciò che amo e che mi convince davvero e sono sempre attenta a chiudere collaborazioni con realtà che rispecchiano ciò che apprezzo e di cui condivido la visione e che chiaramente ritengo possano davvero interessare a chi mi segue.

Il blog esiste accanto ai social: in un’epoca in cui Instagram e TikTok dominano, che ruolo ha ancora un sito web per una content creator?

Il web, nel mio caso il blog, è “casa mia”. E’ inutile negare che purtroppo ormai abbia un ruolo marginale nel business per il quale devo dare priorità ai contenuti social ma le piattaforme social non sono “mie”, il blog è il luogo giusto per approfondire argomenti e dare dettagli e dove tornare qualora le piattaforme cambino a loro volta.

Hai appena lanciato i Viaggi di Gruppo, con il primo appuntamento in Brasile ad agosto 2026. Come è nata questa idea?

È stata una richiesta della community o un tuo desiderio che aspettava il momento giusto? Era da un po’ di anni che coordinavo viaggi di gruppo per altri, quindi mi sono detta “provo a farlo per me stessa”! Mi piace l’idea di condividere luoghi ed esperienze con altri viaggiatori e creare ricordi insieme. Mi piace l’idea di “portarli” nei posti che ho amato e far sì che possano diventare “luoghi del cuore” anche per loro. Vedremo come andrà!

Organizzare un viaggio di gruppo è molto diverso dal raccontare un viaggio in solitaria: come cambia il tuo ruolo quando passi da creator a “guida” di un gruppo di persone?

Sono sempre me stessa, quindi non cambio a livello personale. Cambia chiaramente la parte organizzativa ed il mio “ruolo” ma la voglia di vedere e scoprire è sempre la stessa. Ovviamente quando sono sola e voglio raccontare una destinazione molta parte del viaggio ruota attorno ai contenuti, cosa che in viaggio di gruppo non avviene ma nel tempo sono riuscita a trovare un giusto equilibrio.

Gli itinerari che proponi sono luoghi che hai già vissuto in prima persona. Quanto è importante per te questa autenticità, e come la tuteli ora che il progetto diventa anche un’offerta commerciale?

Sui social non parlo mai di posti che non ho visto e sperimentato di persona. Tengo tantissimo alla fiducia che i viaggiatori hanno in me e ne sono molto grata. La parte commerciale è solo un veicolo per poter continuare a fare questo lavoro.

Hai già in mente le prossime destinazioni per i Viaggi di Gruppo? C’è un posto che sogni di portare la tua community e che ancora non hai esplorato abbastanza?

Ho ufficialmente lanciato il viaggio di gruppo per il Dia de los Muertos in Messico! Ne sono molto orgogliosa perché è stato uno dei viaggi più emozionanti mai fatti e quindi far in modo che altre persone lo possano vivere per me è meraviglioso. Ho tenuto a creare un itinerario ricamato, inserendo tutte quelle esperienze che fanno la differenza per vivere davvero questo viaggio così speciale.

Dopo anni di lavoro online, come descriveresti la tua community? Chi ti segue davvero, e cosa si aspetta da te?

Credo ormai di consocere i miei viaggiatori, persone che penso siano affini a me nel modo di vedere il mondo ed approcciarsi alla vita sempre con curiosità ed entusiasmo. Ritengo che da me si aspettino questo: autenticità, positività e tanti preziosi consigli di viaggio!

Il settore del travel content è sempre più saturo e l’algoritmo cambia di continuo. Qual è la tua strategia per restare rilevante senza snaturare il progetto?

Questa è una vera sfida, e non nego che spesso ho l’impressione di lottare con le piattaforme per far sì che i miei contenuti, che reputo di valore, siano visti ed apprezzati. Credo comunque che online ci sia spazio per tutti, la chiave ritengo sia rimanere fedeli a se stessi perché chi è come me mi troverà. Lo stesso discorso vale per i brand con cui collaboro, spero apprezzino la qualità ed il valore che mi sforzo sempre di portare alla mia audience. Purtroppo non sempre sono premiati a fronte di numeri diversi ma mi piace pensare che nel lungo periodo il mio approccio porti i suoi frutti.

Se dovessi indicare la prossima grande svolta di Eleutha, qualcosa che non esiste ancora ma che hai in testa — cosa sarebbe?

Il mio grande sogno sarebbe approdare in tv, per curare il racconto delle destinazioni di viaggio tra documentari e divulgazione. Al momento rimane un sogno ma in questa vita tutto può succedere!

Eleutha è la storia di un progetto costruito lentamente, mattone dopo mattone, senza inseguire le mode ma restando fedele a una visione precisa del viaggio, come scoperta, come libertà, come racconto.