Antonio Tasso
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Bufera su un altro candidato M5S: «Vendeva cd taroccati e playstation truccate»

La vicenda risale a 10 anni fa, prima che esistesse il codice etico del Movimento 5 Stelle e prima che esistesse il Movimento stesso, come ricorda Luigi Di Maio. Antonio Tasso, candidato con i pentastellati nel collegio di Cerignola, ha subito una condanna in primo grado (finita poi in prescrizione) per aver venduto – senza i bollini SIAE – cd masterizzati e per aver truccato diverse Playstation. Per questo motivo potrebbe essere espulso dal Movimento.

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ANTONIO TASSO, LE ACCUSE

Nuova grana in arrivo per i grillini, dopo le vicende della cosiddetta «rimborsopoli», dopo i candidati affiliati alla massoneria, dopo l’indagine su Salvatore Caiata e dopo gli altri rumors che hanno coinvolto esponenti di spicco del Movimento a queste elezioni 2018. Antonio Tasso era stato accusato apertamente dal rivale di collegio, il dem Michele Bordo.

La sentenza di condanna di primo grado risale al 16 gennaio del 2008, ed è stata firmata dalla giudice Lucia Rizzi: Tasso avrebbe duplicato abusivamente o riprodotto a fini di lucro «308 cd per videogiochi e 57 cd musicali». Il reato, successivamente, finì in prescrizione. Di tutto questo, tuttavia, lo stesso Tasso ha continuato a non far menzione: anche su Facebook si è difeso, sostenendo di aver presentato il suo casellario giudiziario al Movimento che, a quanto pare, non avrebbe riscontrato irregolarità.

ANTONIO TASSO, LA POSIZIONE DI LUIGI DI MAIO

Tuttavia, il caso dei cd taroccati e delle Playstation truccate è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica della campagna elettorale degli avversari politici. E potrebbe rappresentare il discrimine anche per la permanenza di Tasso nel Movimento. «Antonio Tasso si è potuto candidare con il Movimento 5 stelle perché il suo certificato penale è pulito, non ha carichi pendenti e pertanto risultava candidabile – ha detto Luigi Di Maio -. Peccato che dieci anni fa Tasso sia stato coinvolto in un processo, perché avrebbe masterizzato dei cd-rom. Il processo è arrivato solo alla condanna in primo grado e poi è andato in prescrizione. Tasso ha accettato la prescrizione prima che esistesse il codice etico del Movimento e prima che esistesse il movimento stesso. Resta il fatto che non ci ha informati di questo episodio. Per questa ragione è stato segnalato al collegio dei probiviri a cui ho proposto l’espulsione».