Fanpage voleva collaborare con i magistrati per l’inchiesta sui rifiuti

di Redazione | 21/02/2018

inchiesta Fanpage

L’inchiesta di Fanpage sui rifiuti in Campania, che ha portato alle dimissioni dell’assessore al comune di Salerno Roberto De Luca, non era fine a se stessa. Come riporta questa mattina Il Fatto Quotidiano, infatti, il direttore della testata online Francesco Piccinini si era recato dai magistrati per proporre una collaborazione alla procura.

LEGGI ANCHE > Fanpage, l’agente provocatore e i maestrini del giornalismo

INCHIESTA FANPAGE, COSA SAPEVA LA MAGISTRATURA

Dunque, la magistratura conosceva bene le intenzioni del sito web di informazione, compresa la presenza di un ex boss della camorra come «agente provocatore» per incastrare i vertici della politica e delle aziende responsabili del servizio. La proposta era stata fatta a inizio gennaio, ma gli investigatori della Sco e del reparto mobile, insieme ai magistrati della procura di Napoli, sono arrivati alla conclusione che non potevano esserci le condizioni per portare avanti una inchiesta parallela.

È a questo punto, dunque, che le strade del giornalismo e della magistratura si sono divise. Se le due anime «inquirenti» avessero lavorato insieme, probabilmente a questo punto staremmo parlando di qualcosa di diverso e non staremmo ad assistere alla crocifissione di questa tipologia di giornalismo. A scoraggiare la magistratura, probabilmente, una divergenza di vedute circa il ruolo dell’agente provocatore: secondo la procura, infatti, non avrebbe potuto istigare le persone coinvolte nell’inchiesta a commettere reati.

INCHIESTA FANPAGE, LE PERQUISIZIONI DOPO IL VIDEO DI DE LUCA

Piccinini avrebbe fornito agli inquirenti in data 11 gennaio una serie di video – contenuti in due hard disk – in cui veniva mostrato il lavoro fino ad allora svolto dalla squadra di Fanpage. La procura, tuttavia, ha ritenuto che le immagini fornite non rilevanti in maniera incontrovertibile circa il traffico illecito di rifiuti. Soltanto in un secondo momento, quando Fanpage riesce ad arrivare nello studio di Roberto De Luca, dopo che la magistratura era stata informata, sono scattate le prime perquisizioni.

L’inchiesta di Fanpage intitolata Bloody Monday è giunta alla sua terza puntata. Dopo aver provocato le dimissioni di Roberto De Luca, ieri ha fatto cadere la testa anche del presidente di Sma Campania Biagio Iacolare.

TAG: Fanpage