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«Ci chiamano baby-gang, ma eravamo in posa: volevamo fare un provino per Gomorra» | VIDEO

La loro foto era comparsa, qualche settimana fa, sui principali quotidiani d’Italia e d’Europa. Si trattava di una presunta baby gang dei Quartieri Spagnoli, disposta su due file, formata da ragazzini di 10-11 anni, con pistole, pugnali, bastoni e altri oggetti contundenti. Le Iene hanno cercato di portare alla luce un’altra verità.

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BABY GANG, IL SERVIZIO DE LE IENE

Giulio Golia si è recato nel rione di Napoli interessato dai recenti fatti di cronaca per definire la provenienza di questo scatto. Accompagnato da alcuni attori di Gomorra, l’inviato de Le Iene è riuscito a contattare la maggior parte dei ragazzini che venivano ritratti nella fotografia, insieme ai loro genitori. La verità che hanno raccontato davanti alle telecamere de Le Iene, tuttavia, sembra essere decisamente diversa rispetto a come era stata presentata dalla stampa.

Innanzitutto, la fotografia – che era stata diffusa dal portale Stylo24, con un titolo che si rivolgeva direttamente al ministro dell’Interno Marco Minniti – sarebbe stata scattata circa due anni fa. Nell’articolo, invece, si evidenziava come la baby gang si fosse formata nella scorsa estate. Stando, poi, al racconto dei ragazzini e dei genitori, tutte le armi che i ragazzini brandivano nella foto sarebbero finte: il bastone non sarebbe stato altro che un manico di scopa, la pistola sarebbe stata un giocattolo, il pugnale di plastica.

BABY GANG, IL VIDEO DELLE DICHIARAZIONI DEI BAMBINI A LE IENE

«Un giornalista ci ha detto di metterci in posa e che ci servivano quegli attrezzi – spiega uno dei protagonisti della fotografia -: ci ha detto che avremmo dovuto fare un provino per Gomorra e che, grazie a quella foto, saremmo andati in televisione. Noi abbiamo accettato perché volevamo andare in televisione».

I loro volti, ripresi dalle telecamere de Le Iene, effettivamente non hanno nulla di minaccioso. I genitori, che hanno accompagnato i bambini nel servizio, hanno affermato di aver preso provvedimenti dopo la pubblicazione di quella fotografia. Qualche ragazzino è stato messo in punizione, qualcun altro – a causa del clamore suscitato – non riusciva più a vivere serenamente.

Insomma, fermo restando che il problema delle baby gang in una città come Napoli è concreto ed è purtroppo preoccupante, questa fotografia sembra esser stata costruita ad arte. Una pubblicità negativa per una città che non ne ha davvero bisogno.

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