Luca Caruso conferma il post sul ragazzo di colore senza biglietto sul Frecciarossa 9608: «Non ho scritto fake news»

di Redazione | 15/02/2018

Luca Caruso

Luca Caruso, l’autore del post su Facebook sul ragazzo di colore senza biglietto sul Frecciarossa 9608, ha confermato tutto quanto ha scritto, negando di aver diffuso una fake news smentita da Trenitalia.

Luca Caruso conferma il post sul ragazzo di colore senza biglietto sul Frecciarossa 9608: «Non ho scritto fake news»

Il post era diventato virale nella giornata di lunedì, con decine di migliaia di condivisioni, ma era stato smentito da una dichiarazione di Trenitalia raccolta da noi di Giornalettismo in questo pezzo scritto da Gianmichele Laino. Luca Caruso ha messo in dubbio la versione fornita in un colloquio con l’emittente Radio Globo, in cui ha voluto spiegare quanto di spiacebole sia successo. Ha detto di essere stato insultato da molte persone, in messaggi pubblici come privati, e di aver perfino ricevuto minacce di morte. Ci dispiace sinceramente per lui, però gli consigliamo di ripensare con maggior acribia a quanto successo.

 

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Punto primo: a differenza di quanto ha affermato a Radio Globo, non c’è alcun motivo per ritenere di pari credibilità la sua versione e la smentita di Trenitalia. Fino a prova contraria l’azienda che ha assunto la capotreno del Frecciarossa 9608 è ben più autorevole di qualsiasi viaggiatore nel rendicontare ciò che avviene sui suoi mezzi di trasporto.  Il difensore della legalità dimentica che il capotreno è un pubblico ufficiale, e la versione fornita da Trenitalia si basa su un rapporto giurato.

 

Punto secondo: Luca Caruso ha affermato a Radio Globo di aver pubblicato quel post per riaffermare un principio di legalità, senza alcun intento razzista. Anche qui sarebbe consigliabile rileggere quanto ha scritto e quanto ha fatto, visto che pubblicare le foto di una persona e alludere pubblicamente al fatto che stia viaggiando in modo non legittimo potrebbe anche essere definito diffamatorio. Senza contare l’associazione fatta tra un eventuale, e poi rivelatosi falso, viaggio senza biglietto e la morte di Pamela Mastropietro, secondo Caruso barbarizzata da stranieri.

 

Informiamo questo sedicente difensore della legalità che la Costituzione afferma il principio della presunzione di innocenza fino alla condanna definitiva. Si potrebbe andare avanti ancora ma siamo contrari a gogne e di Luca Caruso fondamentalmente non ci interessa niente. Siamo dispiaciuti per quanto di sgradevole e sbagliato abbia subito, come insulti e minacce di morte. Benché nell’intervista a Radio Globo non lo dimostri, speriamo che comprenda che esporre al pubblico ludibrio una persona sui social media sia sbagliato in sè. La sua testimonianza nulla c’entrava con la legalità che voleva difendere.