Mario Adinolfi racconta come è diventato obeso e quanto mangia

di Redazione | 07/02/2018

Mario Adinolfi

Mario Adinolfi ha concesso un’intervista al Corriere della Sera in merito alla sua obesità, dopo che aveva denunciato di esser stato denigrato per il suo aspetto fisico da un regista di SkyTG24 mentre partecipava a una trasmissione.

Mario Adinolfi racconta come è diventato obeso e quanto mangia

Il leader del Popolo della Famiglia ha scelto l’autoironia per raccontare come è ingrassato, e le difficoltà a vivere il suo peso. Mario Adinolfi confessa di pesare 175 chilogrammi, una mole notevole anche se lui è alto quasi due metri, e ha ossa molto grosse. Il giornalista confessa di esser deriso costantemente quando cammina per strada, ma ha scelto l’autoironia per sopravvivere allo scherno continuo che subisce. Secondo Adinolfi la discrimazione contro gli obesi è l’unica che resiste, un’affermazione non condivisibile anche se è vero che c’è troppa tolleranza per le ironie e le offese verso i presunti difetti fisici.

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«Ho fatto pace con la mia stazza. Ma ho 47 anni e sono un personaggio pubblico. Se ne hai sedici e vai al liceo e pesi 90 chili la paghi cara e potresti non sopravvivere. Bisogna ribellarsi. Perché quella contro i grassi è l’unica discriminazione che resiste, l’unica che il politicamente corretto lascia passare», dice Mario Adinolfi a Giovanna Cavalli del Corriere.

 

Il leader del Popolo della Famiglia racconta di esser stato magro fino ai 18 anni – da adolescente era anche un appassionato di corsa – e di esser ingrassato per problemi di persona. Mario Adinolfi mangia molto, e confessa di esser obeso per quello: la sua dieta è composta da tre cornetti al mattino, ma prima ne mangiava anche sei, 180 grammi di pasta aumentati da pane e pizza, molta pizza, mentre a cena invece sceglie un’alimentazione più leggera.

 

 

Dopo aver rimarcato di star bene di salute, a differenza di tanti magri che praticano sport, Mario Adinolfi rivela di provare molto imbarazzo quando cerca il costume per andare al mare, a cui non rinuncia. «Comprare il costume. Ora metto i boxer, un tempo osavo lo slippino. E per andare al mare ci vuole coraggio, io che addosso non ho i cuscinetti ma un materasso. Però ci vado. Sugli sci non se ne parla invece, troppo carico sulle articolazioni. E poi c’è sempre quello che grida: attenzione alla valanga. Niente più tennis, peccato, ero bravino. E in montagna devo dosare le camminate»