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I meravigliosi complotti sul raid razzista a Macerata

Come accade per ogni evento tragico e soprattutto con una forte connotazione politica spunta il complotto. È il caso delle perle che si trovano in rete sul raid di Macerata, dove il fascista Luca Traini ha ferito a colpi di pistola sei stranieri, quattro dei quali sono in gravi condizioni.

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IL COMPLOTTO DI MACERATA PER COLPIRE LA LEGA NORD

C’è chi pensa che sia tutto organizzato per colpire la Lega Nord. Lo sostiene Paolo Becchi, su Twitter:

Una tesi che gira su diversi blog:

È inoltre innegabile come la scoperta del corpo martoriato della povera diciottenne romana abbia, nell’immediato, portato un vantaggio mediatico alle politiche della Lega, sicuramente spostando l’opinione dell’elettorato moderato a favore delle tesi, tutto sommato condivisibili, che vorrebbero maggior rigore in tema di immigrazione e applicazione delle leggi.
Con i fatti di oggi si è tornati a parlare di xenofobia. Lo scandalo non è più l’orribile fine della povera Pamela ma il pazzo xenofobo che spara sulla folla. Ne parlano i telegiornali, anche quelli esteri, e il tema è “Macerata xenofoba”, così com’è stata xenofoba e razzista Fermo nel 2016. L’equilibrio, quindi, è ristabilito e si va a votare esattamente come prima della scoperta dei trolley coi resti martoriati della diciottenne.
Fantascienza, comblottismo, fate voi ma ricordatevi sempre che siamo in Italia, il Paese dei segreti, il Paese in cui metà della storia recente è sottoposta a segreto di Stato. A me qualche dubbio viene.

IL COMPLOTTO DI MACERATA SU TRAINI

Infine c’è chi analizza i frame come si fa con i “false flag” degli attentati internazionali. Come Imola Oggi:

Questa vicenda ha distolto l’attenzione dall’atroce assassinio di Pamela, ha ribaltato la situazione ed ha focalizzato l’attenzione dei media sugli stranieri feriti, distraendo così i più suggestionabili dalla morte della 18enne.

Nei due video che vi mostriamo, si vede chiaramente il braccio dell’uomo che impugna l’arma, vestito con un indumento scuro a maniche lunghe.

Nei vari momenti della sparatoria dall’auto in corsa, degna del miglior tiratore scelto, sono state mirate e colpite, in punti non vitali, 6 persone, tutte di colore. Quattro dei feriti sono già stati dimessi.

Osserviamo il momento dell’arresto. Come si vede dalle immagini qui sotto, e da tante altre pubblicate in rete, Luca Traini indossa una maglietta a maniche corte e una bandiera italiana, non un indumento a maniche lunghe, come quello dell’uomo che ha sparato, ripreso chiaramente nel video.

Il sto in questione parla poi dei post di Quarto grado, scomparsi dai social perché parlavano di una seconda persona fermata. Evidentemente dalla redazione si sono accorti che quella non era un sospetto e che l’unico arresto fatto è quello del Traini. Capirta, in quelle ore convulse sono girate diverse informazioni poi dimostratesi false. Poco importa quindi se quelle immagini non denotino una manica lunga o meno. E se Luca Traini ha ammesso quello che ha fatto, si è fatto arrestare e non ha mostrato finora alcun pentimento sul gesto.