Sofia Goggia
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Goggia regina a Cortina, mani nei capelli all’errore dell’avversaria: «Ma sei fuori??» | VIDEO

Una grande affermazione, quella di Sofia Goggia. Con tanto di brivido finale, non certo per lei, ma per la storica avversaria Lindsey Vonn. Un successo splendido per la sciatrice bergamasca di 25 anni, in casa, sull’Olympia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo. Una vittoria – la seconda consecutiva in discesa libera – che le assicura la leadership provvisoria della Coppa del Mondo di specialità.

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SOFIA GOGGIA, LA REAZIONE ALLA DISCESA DELLA VONN

Ma poteva esserci vittoria di Sofia Goggia senza una delle sue proverbiali «goggiate»? Ovviamente no, anche se – in una recentissima intervista a Repubblica – la sciatrice aveva detto di cercare di mettere un freno all’esuberanza del suo carattere. Eppure, con la tensione a mille, ha assistito alla discesa di Lindsey Vonn dal leader’s corner. Quando tutte le telecamere erano puntate su di lei.

L’americana stava portando a termine la sua prova e la lotta per il primo posto con la Goggia correva sul filo dei centesimi di secondo. A un certo punto, però, a folle velocità, la Vonn non si è fidata di appoggiare tutto il peso sulla gamba che, in passato, ha subito un’operazione e ha fatto perno sull’altro arto inferiore. Risultato? Una clamorosa sbandata e un numero da circo per restare in piedi. Incredula Sofia Goggia, che si è portata le mani nei capelli, ha lanciato un urlo e ha detto (come si può evincere chiaramente dal labiale) «Ma sei fuori???».

SOFIA GOGGIA FA AUTOCRITICA: «NON HO SCIATO BENE»

La campionessa azzurra, che ha eguagliato il primato di Isolde Kostner, è in forma olimpica e, ormai, ha acquisito una forza tale che le permette di fare autocritica anche su una prestazione di livello come quella di oggi: «Vincere a casa è un sogno, Cortina è la mia preferita. Però oggi non ho sciato tanto bene e sono consapevole che devo ancora migliorare – ha detto la Goggia a mente fredda -. Non è stata davvero una discesa facile, qualche errore l’ho commesso. E se Lindsey non avesse fatto quell’errore, avrebbe forse vinto lei». Ma quel che conta è che sul gradino più alto del podio sventoli una bandiera tricolore. E se ci sono margini di miglioramento non si può che esserne felici, in ottica PyeongChang 2018.