Gene Gnocchi
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Luca Bottura spiega la battuta di Gene Gnocchi sul maiale di nome Claretta Petacci

La battuta di Gene Gnocchi sul maiale di nome Claretta Petacci ha scatenato una polemica incredibile. Inserita nel monologo che il comico svolge abitualmente a DiMartedì, la battuta sul maiale e Claretta Petacci è diventata uno dei temi più discussi sui social media, e poi è stata oggetto di diverse prime pagine sui quotidiani di oggi.  Libero così come il Tempo hanno attaccato Gene Gnocchi come un maiale e un pagliaccio per aver definito un suino l’amante di Benito Mussolini uccisa dai partigiani mentre tentava di scappare col Duce.

Luca Bottura spiega la battuta di Gene Gnocchi sul maiale di nome Claretta Petacci

La battuta di Gene Gnocchi può apparire di cattivo gusto, visto che offenderebbe la memoria di una donna uccisa senza aver colpe, se non la sua relazione con un criminale come Mussolini. Da questo punto di vista definirla un maiale sarebbe sicuramente irrispettoso. Il noto autore comico Luca Bottura però ha proposto una chiave di interpretazione ben diversa, che rende ancora più assurda la polemica. Bottura, che in passato ha lavorato con Gnocchi, rivela di considerarlo un maestro e di aver ancora uno stile a lui ispirato. Quando ha letto della polemica, Luca Bottura rimarca di aver provato disagio, perché gli sembrava una irrisione da evitare rispetto a un morto. Poi però il conduttore radiofonico di Radio Deejay ha guardato il frammento TV e ha spiegato il vero significato della battuta di Gene Gnocchi, che non è affatto un’irrisione di Claretta Petacci. «Un comico non dovrebbe mai spiegare le battute. E Gene non l’ha fatto. Allora la spiego io. La battuta NON È sul fatto che Claretta Petacci sia un maiale. La battuta è sul fatto che quel maiale è di Giorgia Meloni e dunque le ha dato un nome nostalgico. È come dire che il cane di Pietro Grasso si chiama Lenin. Il confine tra satira e vilipendio di cadavere non è stato superato e state facendo un can can indicibile sul niente. Questo nella mia modesta opinione».

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La spiegazione di Luca Bottura  scritta sul suo profilo Facebook appare appropriata, perché Gene Gnocchi rimarca nel frammento del monologo come Giorgia Meloni pubblichi continuamente la foto di un maiale sui suoi social media, e ironizza sul fatto che l’abbia perso. Per aiutare la leader di FdI a ritrovare il suo maiale scappato Gene Gnocchi cita il suo nome ( e anche la sua età fittizia), come si fa con i gatti o cani smarriti. Il nome è Claretta Petacci, chiamato così, sempre nello scherzo,  perché è uno dei personaggi più noti del regime fascista, ed esprime la nostalgia verso il fascismo che caratterizza un leader di sinistra. Appunto, come scrive Bottura, come se il cane di Grasso o D’Alema si chiamasse Lenin.