Che fine ha fatto il report quindicinale sulle fake news annunciato da Renzi?

di Gianmichele Laino | 10/01/2018

rapporto fake news

I giorni passano e la lotta del Partito Democratico contro le fake news sembra sempre di più a tempo determinato. Un po’ come il lavoro venuto fuori dal Jobs Act. Era il 26 novembre quando, dal palco della Leopolda, Matteo Renzi annunciava un report quindicinale contro le bufale che circolano in massa sul web. Erano i giorni dell’inchiesta del New York Times e di Buzzfeed sui presunti legami tra alcuni portali d’informazione alternativa, il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord, attraverso pagine non ufficiali che popolano i social network e i loro link.

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REPORT FAKE NEWS, L’ANNUNCIO ALLA LEOPOLDA (VIDEO DA REPUBBLICA TV)

«Questo giochino della Lega e del M5S non passa più inosservato – aveva annunciato Renzi a Firenze -, vi abbiamo sgamato, amici dell’opposizione. Ogni 15 giorni il Pd presenterà un rapporto ufficiale di tutte le schifezze che troviamo sulla rete. Non faremo interventi normativi. Noi rispetteremo le regole, ci auguriamo che voi siate capaci di farlo, se vi riesce».

REPORT FAKE NEWS, LA PRIMA USCITA SU DEMOCRATICA

Più o meno puntuale sulla tabella di marcia arrivò questo famoso primo report del Partito Democratico sulle fake news. Lo strumento scelto per la sua pubblicazione fu (come vedremo, è bene utilizzare il passato remoto) il nuovo organo di partito, il quotidiano Democratica. Siamo al 12 dicembre 2017: dal sito d’informazione del PD era possibile scaricare un file pdf intitolato «Report disinformazione – Rapporto periodico del Partito Democratico sull’industria delle false notizie in rete».

Sempre sulla scia dell’inchiesta del New York Times e di Buzzfeed, Democratica partiva dall’analisi di alcune fake news (come il presunto incontro segreto tra Matteo Renzi e Mark Zuckerberg nella ‘villa’ dell’ex presidente del Consiglio a Firenze con lo scopo di censurare la libera informazione, oppure la falsa foto di Maria Elena Boschi e di Laura Boldrini al funerale di Totò Riina), per analizzare i legami dei siti che hanno diffuso queste informazioni con i militanti di Movimento 5 Stelle e Lega Nord e con i loro gruppi non ufficiali sui social network. Il report era anche fatto piuttosto bene, documentato, corredato da immagini e grafici. Ma la sensazione è che sia stato una sorta di cattedrale nel deserto.

REPORT FAKE NEWS, CHE FINE HA FATTO?

A oggi, 10 gennaio 2018, sono trascorsi 29 giorni. Ci saremmo aspettati almeno altri due report sulle fake news da parte del Partito Democratico. E invece, nulla. Sono già finiti gli argomenti? Eppure, le bufale che circolano in rete e che stanno già caratterizzando la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2018 sono tantissime. D’accordo, di mezzo c’erano le vacanza di Natale, i panettoni e le strenne. Ma le fake news, purtroppo, non vanno mai in ferie.