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Cosa dicono i sondaggi sul congresso del PD

Il congresso del PD dovrebbe svolgersi entro le prime settimane di maggio. L’elezione del segretario avverrà attraverso la convocazione di primarie aperte a tutti gli elettori. Il dibattito in casa PD è particolarmente acceso, tanto che in questi giorni si profila l’ipotesi di una scissione della componente di sinistra. In queste settimane sono usciti però diversi sondaggi che hanno testato l’umore degli elettori democratici in vista di primarie. Il grande favorito per la vittoria rimane il segretario Matteo Renzi, che ottiene nella maggior parte della rilevazione la maggioranza delle intenzioni di voti. Il più recente sondaggio è stato diffuso dalla trasmissione Agorà, e rileva Matteo Renzi al 64% delle preferenze, con Andrea Orlando al 18% e Michele Emiliano al 12%. L’ampio vantaggio di Renzi è confermato da un’indagine di Euromedia Research, condotta su chi si dichiara elettore del PD o del centrosinistra. Renzi oscilla tra il 49,7% di tutto l’elettorato progressista, e il 58,4% tra quello PD. Molto più distaccati gli altri potenziali candidati: Emiliano è distante circa 40 punti tra gli elettori di centrosinistra, e arriva solo al 3,6% nel PD. Simili dati sono rilevati da Euromedia anche per Speranza, Rossi e Andrea Orlando, che sono stimati su valori ancora più bassi di quelli di Emiliano tra gli elettori del centrosinistra, e lo superano di poco nel PD.

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Il Corriere della Sera ha diffuso un sondaggio di Nando Pagnoncelli che rileva valori comparabili. Renzi è stimato tra il 59% nell’elettorato di centrosinistra interessato alle primarie e il 67% in quello PD, mentre Emiliano è rilevato al secondo posto con il 10%, seguito da Rossi all’8 e Speranza al 5%. Nel mese di febbraio è uscito un altro sondaggio, condotto da Index Research, che ha rilevato valori un po’ diversi. Secondo questa indagine Matteo Renzi sarebbe sempre nettamente il primo alle primarie, col 45%, seguito però da Bersani al 19%, Emiliano al 16%, Rossi all’8%, D’Alema al 7 e Speranza al 5%, con la somma degli avversari sopra il 50%. Il quadro fornito dagli istituti demoscopici appare però piuttosto concorde. Matteo Renzi è ancora il leader più popolare all’interno del PD, anche se il suo consenso non è plebiscitario. Le primarie potrebbero diventare competitive solo se i suoi diversi avversari si unissero, e anche il quel caso il favorito, piuttosto scontato, per la vittoria rimarrebbe l’attuale segretario.

Foto copertina: ANSA/CESARE ABBATE

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