La Marsigliese: la storia dell’inno francese

di Tommaso Caldarelli | 27/11/2015

La Marsigliese, cantata e ascoltata dalle televisioni di tutto il mondo dopo l’attentato di Parigi dello scorso 13 novembre, e da ultimo oggi a Parigi per la commemorazione delle vittime dal presidente François Hollande, ha una storia bella e importante: il testo de La Marsigliese è stato composto durante gli anni della Rivoluzione Francese come canto di guerra dei soldati rivoluzionari e la traduzione delle parole trasmette in maniera piuttosto netta l’atmosfera di quegli anni.

LA MARSIGLIESE, LA STORIA

Nel 1792 la Rivoluzione Francese è in un momento delicatissimo. La monarchia non è stata ancora, formalmente, abbattuta: il Re Luigi XVI e la regina Maria Antonietta sono ancora alle Tuileries, hanno provato a scappare di nascosto ma sono stati ripresi a Varennes-en-Argonne, a metà strada fra Parigi e il confine tedesco. Il monarca sperava di raggiungere la fortezza di Montmedy, dove – stando ai suoi piani – avrebbe trovato l’esercito lealista ad attenderlo e avrebbe potuto organizzare un tentativo di controrivoluzione.

La Guardia Nazionale, agli ordini del Marchese di La Fayette, cattura il monarca e lo riporta a Parigi: da lì, la monarchia si ritrova sempre più assediata, e desiderosa di far naufragare la Rivoluzione. La prima occasione per mettere in difficoltà le forze del nuovo ordine è quella della dichiarazione di guerra, per volontà proprio del Re, al re di Boemia e Ungheria, Francesco II, ultimo Sacro Romano Imperatore: la monarchia sperava che l’esercito francese, disorganizzato, andasse incontro ad una sicura sconfitta. Questa strategia della monarchia ebbe l’effetto opposto: in poco tempo per la popolazione francese, e per il popolo di Parigi, divenne sicuro che la monarchia complottasse contro la Patria con il nemico, e ne pretese la destituzione. Il 10 agosto del 1792 le Tuileries sono prese e la monarchia è decaduta.

LA MARSIGLIESE CANTATA-

Nel frattempo, sul fronte orientale, il sindaco di Strasburgo Philippe-Frederic, barone di Dietrich, ha chiesto al compositore e militare Claude Joseph Rouget de Lisle di scrivere un inno di guerra per l’Armata del Reno, una delle divisioni più importanti della Guardia Nazionale rivoluzionaria, e una delle più esposte allo scontro con l’Austria, che sta sostenendo Francesco II nella guerra contro la Francia. Rouget de Lisle, musicista amatoriale e non particolarmente bravo, presenta un foglio non firmato che ricalca perfettamente un motivo dal Tema e Variazioni in Do Maggiore di Giovan Battista Viotti, musicista della corte parigina fuggito dalla Francia all’inizio della Rivoluzione: per molto tempo si è discusso di questa attribuzione, arrivando ad una stabilizzazione definitiva di questa querelle filologica solo molto di recente. 

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La Marsigliese cantata per la prima volta – Paris, Assembleé Nationale

Sia come sia, Rouget de Lisle canta l’inno di guerra per la prima volta proprio nel 1792 al municipio di Strasburgo, davanti al sindaco che gliel’ha commissionato, il 29 aprile del 1792, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra della Francia al re di Ungheria. Da lì, la storia segue il suo corso.

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LA MARSIGLIESE TESTO –

Il testo completo in francese della Marsigliese è questo.

Torniamo al 1792. François Mireur è un giovane medico ventiduenne che nel 1792 ha appena finito di studiare a Montpellier; della sua laurea se ne farà poco, perché sarà presto catturato dal furore rivoluzionario: va a Parigi dopo la presa della Bastiglia, quando a Montpellier, come in tutta la Francia, è partito un patriottismo rivoluzionario entusiasmante: nella città si organizza il club degli Amici della Costituzione e della Legalità, una sorta di sezione di quello che si riunisce a Parigi nel convento di San Giacomo in rue de Saint-Honoré – sono i giacobini. Mireur è giovane ed entusiasta, si iscrive volontario nel battaglione dell’Herault; tutti i soldati, in quei giorni, cantano e sanno a memoria il Canto di guerra dell’Armata del Reno, composto pochi giorni prima, che si diffonde nel sud della Francia. Il giovane Mireur viene inviato a Marsiglia con la sua unità di truppe, per mobilitare gli uomini a marciare verso Parigi: siamo alla fine di luglio, in piena crisi monarchica. E alla fine di un pranzo offerto ai delegati dalla locale sezione giacobina, si alza e canta la melodia che tutti i soldati utilizzano per darsi coraggio. “Due giornalisti, Alexandre Ricord e Micoulin, gli chiedono il testo e lo pubblicano”: è la nascita della Marsigliese.

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LA MARSIGLIESE TESTO ITALIANO –

E il testo italiano della Marsigliese suona così.

Lo cantavano in francese, chiaramente, le truppe che dal sud della Francia marciano verso Parigi camminano al ritmo dell’inno, che gli viene distribuito in copia. Jean Marie Barbaroux, che comanda i federati marsigliesi verso la capitale, racconterà: “Ricordo sempre con emozione l’ultima strofa dell’inno. Tutti i cittadini si mettono in ginocchio nelle case e per le strade, ero in piedi una sedia: Dio! Che spettacolo”, racconta. L’inno arriva a Parigi insieme ai soldati, inizia a diffondersi nella capitale, ad essere insegnato per le strade della città, ad essere chiamato “l’Inno dei Marsigliesi” e, presto, la Marsigliese. Il 14 luglio del 1795 verrà dichiarato inno nazionale, anche se sotto l’impero napoleonico, a partire dal 1804, sarà proibito e sostituito; anche la restaurazione borbonica non amò la Marsigliese, bisognerà aspettare la seconda Repubblica nel 1830 e, definitivamente, nel 1876 con la Terza Repubblica, per la ufficializzazione. Oggi la Marsigliese è uno degli inni nazionali più noti al mondo.

LA MARSIGLIESE SPARTITO –

Ecco lo spartito completo della Marsigliese.

Foto: Getty Images