Mafia Capitale, Salvatore Buzzi intercettato: “Il prefetto Giuseppe Pecoraro è corrotto”

di Redazione | 09/06/2015

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Non cessa la pubblicazione di stralci dei dialoghi contenuti nei faldoni di indagine sul Mondo di Mezzo guidato da Massimo Carminati, l’ex terrorista dei Nuclei Armati per la Rivoluzione. Proprio lui, dice Buzzi, sarebbe in grado di interfacciarsi con il prefetto senza problemi, in modo da consentire una facilitazione della partita, al solito, della gestione dei migranti.

MAFIA CAPITALE, SALVATORE BUZZI: “PECORARO? E’ CORROTTO”

Il bottino grosso è quello del Cara, il Centro Accoglienza per Richiedenti Asilo, di Castelnuovo di Porto.

Buzzi parla col socio Guarany e la compagna Garrone di quali potrebbero essere i contatti giusti. E fa il nome del prefetto Pecoraro.
Guarany: «Ma Pecoraro stavo pensando»
Buzzi: «Ma Pecoraro è corrotto! Ha preso un milione di euro da Cerroni e Cerroni lo tiene per le palle, e lui stava nella cordata con la Polverini per i napoletani. E l’ha presi, ha preso i soldi da un amico dell’avvocato, gli ha dato… ma lo tira fuori perché…lo tiene per i coglioni, eh è per quello che la Roma …»
Garrone:«Aho…stiamo a parlà del Prefetto, eh!»
Buzzi:«E Massimo m’ha detto che lui al Prefetto c’arriva quando cazzo gli pare, però è costretto ad arrivarci.
Guarany: «Però comunque conviene andarci dopo».

Non è tardata la replica dell’ex rappresentante del governo a Roma: «E’ una bufala, io ho fatto la guerra a Cerroni. E’ noto a tutti, Io ho preso un milione di euro? Mi andassero a vedere il conto in banca, pago ancora i mutui. Sono pazzie, solo fango, Ricordo che ho firmato l’interdittiva antimafia per Cerroni. Grazie alle mie denuce è emerso il malaffare del sistema che capeggiava».

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MAFIA CAPITALE, SALVATORE BUZZI: “D’AUSILIO MI DISSE: VIENI DA ME”

Nel Mondo di Mezzo romano tutto si incontra, tutto si incrocia e tutto si mischia. Anche la partita dei rifiuti romani, dove il sistema criminale in qualche modo voleva lucrare: ma come? Servivano spazi di manovra.

Al socio Marco Clemenzi annuncia di avere un impegno con «il re dei rifiuti, Cerroni»: «Poi ti dico, stiamo a tentà di fare delle cose … che c’arrestano a tutti (risate)». Per chiudere l’affare che sembra riguardare la gestione di un inceneritore a Prato, Buzzi ha intenzione di coinvolgere l’avvocato Antonio Esposito, «prestanome di Carminati anche in questo settore».

Ma servono le coperture politiche che, dice Buzzi, non mancano né in Comune né in Regione.

Sempre a maggio 2014 Buzzi annuncia ai suoi che c’è un altro appalto in vista. Una gara Ama da«6 o 7 milioni»: «Stiamo giocando una partita di svariati milioni con Ama, con Fortini perché Fortini (Daniele, presidente di Ama ndr) dice ”la raccolta differenziata ve la faccio non la esternalizzo” e c’ha anche ragione, dice ”però tutti i servizi ausiliari io non voglio assumere più nessuno, l’esternalizzo alle cooperative sociali”. Noi giochiamo ormai a carte scoperte siamo pure molto amici e pure loro c’hanno la parte da Patané e Athos De Luca, noi c’abbiamo Mirko (Coratti ndr) c’abbiamo la parte mia Marroni (Umberto, ndr), e poi c’abbiamo Nieri (Luigi, ndr), se si sveglia, ma non si sveglia! »

Ognuno ha “i suoi” consiglieri comunali, “i suoi” riferimenti privilegiati nelle istituzioni. E c’è un nome su cui Buzzi insiste: l’ex capogruppo del Pd al comune, Francesco d’Ausilio.

E aggiunge ancora: «Poi c’abbiamo pure D’Ausilio e il sottosistema all’Ama ed è capogruppo, tant’è vero che io gli ho detto a Francesco, ”scusa ma l’Ama dipende dalla Regione o dipende dal Comune?”, dice ”perché mi dici questo?”, ”perché, c’abbiamo interferenze dei gruppi regionali, se tu mi dici che dipende dalla Regione …”, dice ”no, no dipende da me tu vieni da me”»

L’esponente democrat di Ostia con un comunicato stampa – uscito prima delle nuove intercettazioni – ha puntualizzato la sua versione dei fatti.

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Posted by Francesco D’Ausilio on Lunedì 8 giugno 2015