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Dieci film che raccontano l’autismo

Oggi è la giornata mondiale dell’autismo. Il 2 aprile ci permette di riflettere su questi esseri umani speciali, spesso al centro dell’immaginario cinematografico, con un mondo complesso e spesso “criptato” dalla sindrome, in cui è tanto difficile quanto meraviglioso, spesso, entrare. La Settima Arte l’ha capito prima di altri e ci ha regalato piccoli gioielli con protagonisti autistici. (Photocredit Youtube)

Dieci film che raccontano l'autismo

  • The special need (2014) di Carlo Zoratti

Ha commosso il Festival di Locarno, poi è arrivato anche in sala. In questo docufilm entriamo dentro la meravigliosa e buffa avventura di Enea – anche nel nome espressione di due mondi, uno da cui fugge e l’altro che scopre e fonda -, perché il nostro eroe vuole fare l’amore. Vuole una donna, l’amore, il sesso. Anche se la sua sindrome fa paura a possibili compagne e alle prostitute a cui lui e gli amici si rivolgono. Un on the road che finirà in Germania, dove vi sono luoghi che assistono, fisicamente e psicologicamente, questi (bi)sogni. Si ride, ci si commuove, si entra dentro un universo di emozioni speciali.

  • Mi chiamo Sam (2001) di Sam Nelson

E’ diventato un film simbolo. Forse Sam Dawson è ritardato, ci dicono che è come un bimbo di sette anni. Ma padre, per di più abbandonato. Forse, è autistico. Fatto sta che è diventato un simbolo di chi vive nella seconda condizione, grazie a uno Sean Penn magistrale, a una Michelle Pfeiffer che ben indossa il ruolo di chi “subisce” e soffre la malattia dall’esterno e la paternità diversa e possibile del protagonista. Perché nel nostro mondo l’handicap è un pretesto per togliere qualcosa a chi consideriamo inferiore. Ma forse c’è qualcosa di più, in alcune persone, che noi non sappiamo conoscere. Forse troppo retorico, preparate i fazzoletti.

  • Rain Man (1988) di Barry Levinson

Quattro premi Oscar ed un orso d’oro. La storia di Raymond, un uomo affetto d’autismo erede del patrimonio familiare. Charlie, sentitosi tradito dal genitore ed ignaro dell’esistenza di Raymond, suo fratello, decide di sequestrare quest’ultimo dalla clinica dov’è ricoverato per portargli via il patrimonio e risolvere i suoi debiti. Nel viaggio verso Las Vegas Charlie impara a conoscere Raymond, la sua personalità e la sua straordinaria memoria, unita alla capacità di calcolo. Prima aveva proposto al direttore della clinica di riportarlo dopo aver ricevuto metà del patrimonio. Dopo il rifiuto ed il viaggio Charlie riaccompagna Raymond in clinica ricordando che quel personaggio chiamato Rain Man che gli cantava le canzoncine quando era piccolo era proprio suo fratello. Al suo arrivo rinuncia all’eredità ed a 250.000 dollari promettendogli di andarlo a trovare il prima possibile.

  • Pulce non c’è (2012) di Giuseppe Bonito

Pellicola preziosa, gentile, profonda. Il giovane Giuseppe Bonito ci offre l’inusuale personaggio di Pulce, 9 anni ed espertissima di sculture con il pecorino e ossessionata dalla musica di Bach. E’ autistica – il cinema raramente ci offre donne con questa sindrome – e finiamo per esplorare il mondo, la famiglia, le interazioni sociali insieme a lei. E alla fine il sospetto è che tutti siamo rinchiusi nel nostro mondo: alcuni usano Bach per andare oltre, altri fuggono con uno smartphone. Uno dei più bei film italiani degli ultimi anni.

 

  • After Thomas (2006) di Simon Shore

La storia toccante di un bambino di sei anni, Kyle, impaurito da tutto e che non puo’ comunicare il suo stato d’animo a causa dell’autismo. La madre, Nicola, sa che l’unica cosa che vorrebbe suo figlio è stare al sicuro nel suo mondo. Così facendo non avrebbe però futuro. Rob, il padre, cerca di convincere la moglie ad affidare il bambino ad un collegio per autistici anche per recuperare la felicità ormai persa. La donna è convinta che serve il massimo sforzo per aiutare Kyle. La salvezza, se così si può dire, arriva grazie a Thomas, un cucciolo di Golden Retriever, che diventa l’amico di Kyle. Il bambino inizia ad affezionarsi al cane che però si ammala, facendo piombare la famiglia nella disperazione…

  • Forrest Gump (1994), di Robert Zemeckis

La storia di un uomo, tratta da un romanzo di Winston Groom. Lui si chiama Forrest Gump e racconta, seduto su una panchina, la sua vita. Il protagonista, nato negli Usa a metà degli anni ’40, è un uomo dotato di uno sviluppo cognitivo inferiore alla norma che diventa testimone d’importanti avvenimenti nella storia americana. In 30 anni conoscerà alcuni dei personaggi più importanti del ventesimo secolo e farà cose straordinarie, senza rendersi conto di ciò che sta facendo.

  • Ben X (2007) di Nic Balthazar

Bullismo, violenza, autismo, giochi di ruolo. Queste le parole che identificano il protagonista, Ben, un adolescente belga affetto da sindrome di Asperger, vittima di terribili atti di bullismo da parte dei suoi compagni di scuola. Grazie ai giochi di ruolo scappa dalla sua realtà. Il preferito è Archlord, dove Ben X, il suo alter-ego, ha raggiunto un livello importante con influssi benefici sulla sua autostima, arrivando anche ad intavolare una relazione platonica con un’altra utente, Scarlite, che lo aiuterà ad uscire dalle vessazioni, anche le più violente. Anche se poi si scoprirà che molto è frutto della sua mente.

  • Il mio nome è Khan (2010) di Karan Johar

Siamo in India. Rizwan Khan, ragazzo musulmano affetto dalla sindrome di Asperger e cresciuto con la madre alla perferia di Mumbai, incontra a San Francisco Mandira, una ragazza madre con cui si sposa. La loro vita è sconvolta dalla morte del loro figlio a causa dell’odio razziale scatenatosi nel Paese dopo l’11 settembre 2001. La donna l’accusa di essere il responsabile della morte e su indicazione di Mandira Khan si reca a Washington per parlare col Presidente. Arrestato e torturato in quanto creduto un terrorista nonostante ne abbia fatto arrestare uno nel suo viaggio, viene liberato grazie agli sforzi di due laureandi. Ma la storia è ben lontana dal definirsi conclusa…

  • Il sesto senso (1999), di Manoj Nelliyattu Shyamalan

Una storia incredibile che ha per protagonista un bambino di 11 anni capace di sentire la gente morta ed uno psicologo vittima di un attentato nove mesi prima dell’incontro con il piccolo. Una serie incredibile di colpi di scena che hanno reso il film uno dei più grandi successi della storia del cinema

  • Mary and Max (2009) di Adam Elliot

Un film d’animazione ispirato al rapporto ventennale del regista con il suo amico di penna. Mary, bambina residente coi genitori a Melbourne, ha come unici amici il suo gallo ed alcuni pupazzi di sua costruzione che rappresentano il suo programma preferito. Con la morte del nonno, unico a rispondere ai suoi perché, la bimba si sente persa tra una madre alcolista ed un padre troppo occupato con il lavoro. Per rispondere alle sue domande invia una lettera a caso negli Usa ricevendo la risposta di Max, 44enne di New York, affetto dalla sindrome di Asperger…