L’ISIS ha distrutto la tomba di Giona (e molto altro)

di Redazione | 25/07/2014

La distruzione delle tombe di Giona a Mosul, come quella di altri monumenti religiosi, è il marchio dell’estremismo wahabita, che non tollera le tracce di altri culti concorrenti, nemmeno di quelli islamici.

IL MARCHIO DEI TALEBANI – Com’è accaduto ai Buddha di Bamian in Afghanistan e a ogni  di edificio o monumento religioso in Arabia Saudita, anche se d’interesse storico o archeologico, la tomba di Giona è stata distrutta dalla furia iconoclasta dei wahabiti dell’ISIS, la formazione estremista che imperversa a cavallo d’Iraq e Siria imponendo con la violenza la sua dottrina estrema e intollerante.

UN PERICOLO PER LA MEMORIA UMANA – La zona che occupano ora è ricca di resti archeologici e di monumenti sacri a diverse religioni, che per l’estremismo talebano non sono altro che manifestazioni d’idolatria da cancellare. Il loro Islam non prevede il culto dei santi come invece è normale per gli sciiti e semplicemente non tollera alcuna manifestazione pubblica dell’esistenza, fosse pure remota, di culti concorrenti.

LEGGI ANCHE: L’Iraq ha un nuovo presidente

LA SCUOLA DEI WAHABITI – Così i talebani demoliscono tutto, dalle antiche tombe dei santi musulmani in Mali, fino ai resti degli antichi popoli che hanno abitato la Mesopotamia, vera e propria culla di un gran numero di civiltà, disseminata di templi millenari. Il destino che attende la Mesopotamia se i talebani dell’ISIS consolideranno il loro potere nell’area è facilmente comprensibile osservando l’Arabia Saudita, dove non rimane traccia di religioni o culti concorrenti e dover pure i resti delle antiche civiltà sono stati distrutti o sepolti dall’azione distruttrice comandata dai Saud.

SACRO PER TUTTI, MA NON PER I TALEBANI – Giona, che secondo la Bibbia aveva un rapporto tormentato con Dio, che alla fine lo grazierà salvandolo dai flutti mandando un grosso pesce (o una balena, come nelle versioni meno antiche) a ingoiarlo per poi rimetterlo su una spiaggia, ispira anche i musulmani, che considerano la sua tomba un luogo sacro nel quale ritirarsi a meditare sulle molte morali offerte dalla sua storia. Per questo poi sulla tomba è sorta una moschea, che ora è stata demolita con l’esplosivo dopo che i talebani hanno distrutto a martellate la tomba vera e propria.

TAG: ISIS