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La portaerei USA contro il faro spagnolo

Le leggende metropolitane hanno una serie di caratteristiche tipiche. Sono riproposte con una certa periodicità, non si riesce mai a individuare l’origine della notizia, vengono adattate per aggiornarsi al tempo e al contesto in cui sono diffuse. Solitamente si tratta di storielle innocue, buone per divertire gli amici e per fare conversazione tra una pizza e una birra, ma qualche volta sono diffuse allo scopo di ottenere effetti precisi, come quello di mettere in cattiva luce un personaggio, un’attività commerciale o perfino un’ideologia.

ESEMPI – Un esempio recente è dato dall’affascinante storia del fornaio di Altamura che con la sua focaccia ha costretto McDonald’s a chiudere il punto vendita nella città famosa per il suo pane artigianale. La storia risale al 2002, fu ripresa anche dai media americani e ne è stato realizzato un film per il cinema. In effetti le cose non andarono come è stato raccontato. McDonald’s aveva allestito un fast food immenso (550 metri quadrati di superficie) con elevatissimi costi di gestione. I ricavi non erano proporzionati all’investimento e anche se il bilancio non era in rosso, non rispettava gli standard imposti dalla società americana che decise di chiudere la struttura dopo circa un anno e mezzo di attività. Non ci fu nessuna sfida con questo o quel fornaio, tanto che a rivendicare la vittoria fu anche un’associazione locale di promozione del fungo cardoncello. A infrangere il mito fu dapprima una cittadina altamurana e poi le dichiarazioni degli ex lavoratori del fast food e alcune ricerche giornalistiche. In pratica, quando il panificio “sfidante” aprì (peraltro non si trattava di una piccola panetteria alle prime armi, ma di un punto di vendita di una realtà commerciale affermata e solida, operante nella zona da moltissimi anni), la decisione di chiudere il fast food era già stata presa.

SPOT – La storia di McDonald’s battuto dalla focaccia altamurana è però rimasta e ha portato un bel po’ di pubblicità ai prodotti locali (un anno più tardi, nel 2003, il pane altamurano ha ottenuto il marchio DOP). La storia di cui parliamo oggi ricalca un po’ lo stesso filone “antiamericano” e ha per protagonisti la flotta americana e un faro spagnolo e in particolare la conversazione radio tra il comandante di una portaerei e il personale di vigilanza del faro. Uno dei tanti siti Internet che la riportano la registrazione e la trascrizione della conversazione spiega che si tratta di una “conversazione realmente registrata sulla frequenza di emergenza marittima sul canale 106 a largo della costa di Finisterra (Galicia), tra galiziani e americani, il 16 ottobre 1997”. In sintesi, questi i passaggi principali della conversazione:

– Spagnoli: “Vi parla l’A853, virate 15 gradi a sud per evitare la collisione con noi, distanza 25 miglia”.
– Americani: “Vi suggeriamo di virare voi di 15 gradi a nord per evitare la collisione”
– Spagnoli: “Negativo, ripetiamo, virate 15 gradi sud per evitare la collisione”.
– Americani: “Parla il capitano Richard James Howard, al comando della portaerei USS Lincoln della Marina degli Stati Uniti d’America, la seconda nave da guerra più grande della flotta americana, ci scortano 2 corazzate, 6 distruttori, 5 incrociatori, 4 sottomarini e numerose altre navi di appoggio. Non vi suggerisco, vi ordino di cambiare la vostra rotta di 15 gradi nord!!! In caso contrario ci vedremo costretti a prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza di questa nave. Obbedite immediatamente e toglietevi dalla nostra rotta”.
– Spagnoli: “Vi parla Juan Manuel Salas Alcantara. Siamo 2 persone (…) siamo nel faro A-853 di Finisterra sulla costa Galiziana. Non abbiamo la più pallida idea di che posto abbiamo nella classifica dei fari spagnoli (…) Pertanto insistiamo di nuovo e vi suggeriamo di fare la cosa più sensata e di cambiare la vostra rotta di 15 gradi sud per evitare la collisione”.
– Americani: “Bene, ricevuto, grazie”.

DIVERTENTE BUFALA – Il divertente scambio di battute in realtà non ha mai avuto luogo, l’intero episodio è inventato di sana pianta e ora spieghiamo perché. Innanzitutto, non esiste una sola versione di questo aneddoto, ma ve ne sono tante, con protagonisti diversi. Una di queste, ad esempio, propone la stessa conversazione ma il faro è canadese e la collocazione temporale nel 1995. Dato che la versione spagnola del 1997 è corredata da una registrazione audio, è evidente che quest’ultima dev’essere falsa, a meno di voler pensare che nel 1995 qualcuno abbia trascritto una conversazione che sarebbe avvenuta solo due anni più tardi o che nel 1997 qualcuno si sia trovato nella medesima situazione e abbia detto esattamente le stesse parole descritte in un aneddoto di due anni prima. Rovistando ancora più indietro nel tempo, i giornalisti di Snopes hanno scoperto che l’aneddoto è riportato in una raccolta di storie pubblicata nel 1992, prima ancora in un libro di Stephen Covey del 1989 e infine su un numero della rivista Proceedings del 1987.

E ANCORA – Ma la ricerca non si è fermata qui. L’aneddoto è presente in un libro del 1939 e addirittura in un fumetto pubblicato nel 1931 sul giornale canadese The Drumheller Review. Nel tempo, la storia si è arricchita, si è adeguata al contesto del tempo in cui viene riproposta. La nave ora è la corazzata Missouri, ora la portaerei Coral Sea, ora la portaerei Nimitz, da ultimo la portaerei Lincoln. In nessuna di queste varianti, la nave americana citata è plausibile. Ad esempio la variante canadese del 1995 parla della portaerei Coral Sea, che era stata ritirata e smantellata anni prima. La variante spagnola del 1997 cita la portaerei Lincoln che però in quel periodo era sottoposta a un programma di aggiornamento e riqualificazione negli Stati Uniti, terminato il quale la nave operò nel Pacifico. Inoltre non poteva essere scortata da due corazzate, perché le ultime corazzate americane sono state ritirate dal servizio tra il 1991 e il 1992. Nonostante l’evidenza, l’aneddoto continua a riapparire sul Web e nelle discussioni, segno della capacità delle bufale di resistere a qualsiasi smentita.