Socci paragona il muro di Trump e quello che la Lega vorrebbe fare in Friuli con le mura vaticane

di Gianmichele Laino | 09/07/2019

Antonio Socci
  • Antonio Socci è un giornalista cattolico, contrario alla linea di Papa Francesco

  • Ha citato tutti i muri del mondo già costruiti, il muro di Trump e il muro che la Lega vorrebbe innalzare al confine con la Slovenia

  • Paragona questi muri a quelli della Città del Vaticano

Fa discutere la proposta della Lega di Massimiliano Fedriga di innalzare un muro al confine tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia per arginare la rotta della migrazione che passa attraverso la penisola balcanica. Così come aveva fatto – e continua a far – discutere l’idea di innalzare un muro tra Stati Uniti e Messico (la proposta è stata di Donald Trump) per impedire agli immigrati sudamericani di entrare nel territorio degli States. Oggi, Antonio Socci sul suo blog ha affrontato questo problema, da un punto di vista particolarmente originale.

Antonio Socci cita tutti i muri del mondo

Il giornalista cattolico, che tuttavia è sempre stato in polemica con la nuova Chiesa di Papa Francesco, ha scritto un lungo articolo in cui parla dei muri che gli altri Stati innalzano. Citando uno studio di Elisabeth Vallet – una docente dell’università del Québec in Canada -, ha fatto una panoramica di tutti i muri che sono stati innalzati negli ultimi anni nel mondo intero. Tra questi, ovviamente, ce ne sono tantissimi che sono stati realizzati da Paesi che non appartengono al mondo occidentale.

Antonio Socci sostiene che anche quello di Città del Vaticano dovrebbe essere un muro da forzare

In Africa, in Asia, nei Paesi islamici, Antonio Socci presenta tutte le costruzioni che servono o sono servite a creare un confine più solido e invalicabile tra due Stati. E, a sorpresa, ne cita uno che non compare nello studio della docente canadese: il muro di Città del Vaticano. L’occasione si rivela propizia per evidenziare quella che a suo modo di vedere è una contraddizione sulla politica dell’accoglienza dello Stato del Papa: Francesco prega per i migranti e difende chi salva le loro vite nel Mediterraneo, ma poi vive all’interno di uno Stato che presenta il muro più invalicabile di tutti.

Cita un passaggio dell’Osservatore Romano dei giorni scorsi, quello in difesa delle ong che stanno salvando le vite in mare e che entrano nei porti italiani forzando i blocchi: il giornale si chiedeva se esistesse o meno «un diritto a forzare la condivisione, entrando con ogni mezzo in altri paesi anche quando non ricorrono le condizioni per lo status di rifugiato». Antonio Socci sostiene, dunque, che il primo muro a essere forzato dovrebbe essere quello della Città del Vaticano: «Si potrebbe forzare la condivisione – scrive il giornalista – di tanti palazzi in Vaticano che potrebbero utilmente ospitare i migranti, compreso l’Hotel Santa Marta dove sta Bergoglio».