Come si calcola l’età di chi è nato in un anno bisestile il 29 febbraio

di Redazione | 29/02/2016

anno bisestile

Come si calcola l’età di chi è nato in un anno bisestile il 29 febbraio? Se c’è qualcuno che si pone questa domanda può essere rassicurato con una semplice risposta. Non c’è nessuna particolare operazione matematica da compiere. L’età di chi è nato in un anno bisestile il 29 febbraio si calcola semplicemente come in tutti gli altri casi: si compie un anno in più di vita il 29 febbraio se l’anno è bisestile, un anno ogni quattro, mentre tutti gli altri anni (quando non c’è il 29 febbraio) la data del proprio compleanno potrebbe essere considerata il primo marzo (perché la nuova età viene raggiunta con il passaggio tra il giorno 28 e l’inizio del mese di marzo).

ANNO BISESTILE, IL FALSO MITO DEI COMPLEANNI

Ovviamente chi nasce il 29 febbraio non riuscirà mai a liberarsi delle facili battute sul «compleanno una volta ogni quattro anni» l’anno bisestile. In realtà bisogna solo rinunciare a festeggiare l’anniversario della nascita nella stessa data, ma legalmente non cambia nulla.

ANNO BISESTILE, COS’È

Ma cos’è l’anno bisestile e perché ogni quattro anni si aggiunge un giorno a Febbraio? L’anno bisestile è quell’anno solare in cui avviene – in quasi tutti i calendari – l’intercalazione. Cos’è l’intercalazione? In pratica per evitare lo slittamento delle stagioni, nei calendari basati sugli eventi astronomici si usa aggiungere del tempo extra per “mantenere” il calendario fedele appunto a quegli eventi. Nel caso dell’anno bisestile del nostro calendario, si è calcolato che aggiungere il 29 febbraio ogni 4 anni avrebbe evitato, con il tempo, che le stagioni slittassero, rendendo così “assurdo” tutto il nostro calendario.

QUANDO È NATO L’ANNO BISESTILE

L’anno bisestile è nato con il nostro calendario gregoriano: se, insomma, volete sapere a che anno bisestile siamo, basterà sapere che è “nato” nel 1582, con il calendario. Quindi da quella data bisogna contare per capire a quale anno bisestile siamo arrivati. Una piccola curiosità: nel doodle, Google chiama l’anno bisestile Lap year. Questo perché nei paesi anglosassoni

Mentre negli anni comuni ogni data cade un giorno della settimana più avanti rispetto all’anno precedente, negli anni bisestili si salta un giorno e le date dopo il 29 febbraio sono spostate di due giorni della settimana più avanti anziché uno solo: per questo motivo in inglese l’anno bisestile è chiamato leap year (anno del salto), in riferimento appunto al fatto di saltare un giorno in più rispetto all’anno precedente, e ciò avviene anche per le date dei mesi di gennaio e febbraio dell’anno successivo. Risulta inoltre caratteristico che in presenza di un anno bisestile si creano 2 “triplette” di mesi distanti fra loro 3 mesi, che presentano gli stessi giorni della settimana. Esse sono: settembre e dicembre (dell’anno precedente) e marzo (dell’anno bisestile), gennaio, aprile e luglio dell’anno bisestile

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: LUKAS SCHULZE / DPA)