Alessandro Di Battista: «Giorgio Napolitano vile, Mattarella non si sarebbe mai piegato»

di Gaia Mellone | 10/02/2019

  • Alessandro Di Battista intervistato da Lucia Annunziata in collegamento da Parigi

  • Il pentastellato torna ad accusare la Francia : «Dovrebbe solo chiedere scusa»

  • Le sua accuse contro Napolitano: «Comportamento vile, e doppiamente vile Berlusconi»

Alessandro Di Battista è stato protagonista di una delle interviste della striscia pomeridiana «Mezz’ora in più» condotta dalla giornalista Lucia Annunziata. L’esponente del Movimento 5 stelle non era in studio ma in collegamento da Parigi dove si trovava «per motivi personali», ma non ha negato di voler comunque «annusare la situazione». Parlando con la giornalista, Dibba è tornato all’attacco della Francia sulla politica dei migranti, definendo come «vile» per due volte il comportamento dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Alessandro Di Battista da Lucia Annunziata: «Napolitano ha commesso un’azione vile»

Dibba si trova in Francia, ma questo non lo esime dall’attaccare il paese, anzi. Durante l’intervista con Lucia Annunziata Alessandro torna a parlare dell’attacco «scellerato» in Libia del 2011, senza risparmiare i toni. Il pentastellato pretende che  «la Francia chieda scusa» per un’azione che «ha provocato costretto milioni di cittadini alla figa dalla Libia, ha creato il caos nel Mediterraneo che c’è oggi, ha causato la morte di migliaia di civile e che ha deposto un tizio che per me era un dittatore ma non era compito delle bombe straniere deporre». Se La Francia chiedesse perdono «sarebbe un buon passo in avanti» perché «tutto il dramma dei flussi migratori e il dramma dell’insicurezza nel Mediterraneo è scaturita da quell’intervento in Libia, spinto sopratutto da Sarkozy». Ma Dibba nn dimentica il ruolo italiano. Alle pressioni dell’allora presidente francese «si sono piegati in maniera vile Napolitano e in maniera ancora più vile Berlusconi» Quest’ultimo è considerato da Alessandro «doppiamente colpevole» perché il suo comportamento «è stato ancora più vile perché era contrario». Redarguito dalla Annunziata che gli ricorda che non si può definire vile un presidente della Repubblica e lo invita a scusarsi con le istituzioni, Dibba non molla. «Io non mi scuso affatto perché sono le mie idee e per me si è piegato in maniera vile ai diktat francesi». «Moriremo di politically correct» dice spazientito, e in maniera provocatoria aggiunge: «Che devo fare, devo portarmi il didò  e il pongo e parlare con i fiorellini?» Poi conclude tornando sul tema, asserendo che «l’attuale presidente Mattarella non si sarebbe comportato come Napolitano».

(credits immagine di copertina: ANSA/FERMO IMMAGINE RAITRE)