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Il rapimento di massa che ha sconvolto Città del Messico

Il Telegraph ci parla del rapimento di 11 persone avvenuto al di fuori di un bar lo scorso 26 maggio, una domenica, tra le dieci e mezzogiorno, nella zona di Paseo de la Reforma, il viale principale di Città del Messico, nei pressi del monumento dedicato all’angelo dell’indipendenza.

Il mistero degli 11 rapiti a Città del Messico

L’ANGOSCIA DEI PARENTI – Per far capire l’importanza della zona, è necessario aggiungere che qui si trova l’ambasciata statunitense. Il fatto, ancora senza spiegazioni, rappresenta il secondo evento violento avvenuto a Città del Messico negli ultimi venti giorni. All’inizio di maggio è stato picchiato a morte, in un bar del centro cittadino, il nipote dell’attivista americano dei diritti civili Malcom X. I parenti degli scomparsi hanno manifestato nella piazza principale della città, il “Zocalo”, di fronte al ministero dell’interno, per poi dirigersi al suddetto locale per visionare i filmati di sicurezza registrati dalle telecamere esterne, nella speranza che queste abbiano visto qualcosa.

 

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TESTIMONIANZE A CONFRONTO – Josefina Garcia, madre del 19enne Said Sanchez, svanito nel nulla, si chiede: “com’è possibile che siano spariti tutti insieme senza che nessuno abbia visto nulla? La polizia dice che loro non ne sanno niente. Allora che è successo, la terra li ha inghiottiti?”. La donna ha confermato che il figlio non appartiene ad alcuna banda criminale e che si occupa di una bancarella al mercato. Inoltre c’è un altro mistero da risolvere. Le autorità parlano di 11 scomparsi mentre i residenti della zona hanno accennato al rapimento di 15-16 persone. Ufficialmente quindi mancano all’appello sei uomini, di cui alcuni ventenni, e quattro ragazze.

I SUV BIANCHI – Secondo i residenti dell’area di Tepito dietro all’azione si nasconderebbe la criminalità organizzata. La zona è il centro delle attività del mercato nero di Città del Messico e qui ci si reca se si vogliono ottenere pistole, droga, pezzi rubati e materiale di contrabbando. La città è sconvolta anche perché qui i rapimenti di massa accadono di rado, a differenza di quanto accade in altre aree del Paese caratterizzate da faide tra bande per la conquista del territorio. La sorella di un altro rapito, Isabel Fonseca, ha raccolto la voce di un fuggiasco che ha detto come le vittime siano state caricati su diversi suv bianchi. Anche il fratello, Eulogio, lavora al mercato. Ma se il diciannovenne vende prodotti di bellezza, lui invece era impegnato nel marketing degli accessori per telefoni cellulari.

I DUBBI DELLA POLIZIA – La polizia intanto brancola nel buio. Il procuratore capo di Città del Messico, Rodolfo Rios, ha spiegato che gli investigatori non hanno molti elementi a loro disposizione per cercare di spiegare quanto sta accadendo in città. Per i parenti degli scomparsi i loro congiunti erano al bar “Cielo” quando i dipendenti li hanno spinti in strada, dove poi sarebbero stati caricati sui suv sopracitati. La polizia però non ha carte in mano visto che nessuno si è presentato come testimone, quindi non riescono a dire cosa sia effettivamente accaduto. Guillermo Bustamante, proprietario di uno dei saloni di bellezza vicini al bar “Cielo”, ha spiegato che il sabato mattina quel posto è brulicante di vita.

GLI ALTRI CASI – “Ogni volta che si passa davanti al bar in quel periodo della settimana -ha spiegato Bustamante- ci si rende conto del fatto che sia frequentato da persone strane. Inoltre all’esterno ci sono molti Hummer parcheggiati. Il sospetto è che lì dentro si possano vendere sostanze illegali, alcol ai minori o addirittura farmaci. Il nipote di Malcom X, Malcolm Shabazz, è stato ucciso in uno squallido baretto del centro città dopo che si è visto arrivare un conto per le consumazioni di 1200 euro. Nel 2008 invece in un altro bar morirono una dozzina di ragazzi periti nella calca seguente all’irruzione delle forze dell’ordine impegnate a sgominare un giro di alcol e droga destinato ai minori. (Photocredit Marco Ugarte – Lapresse)