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L’aspirina causa problemi agli occhi?

Continua l’approfondimento scientifico, la ricerca puntuale, sull’aspirina e sui suoi effetti sull’organismo umano: questa volta è il momento dell’approfondimento degli effetti del medicinale sull’invecchiamento e sugli organi oculari, gli occhi insomma; una ricerca americana dimostra che in effetti il “magico”medicinale può causare dei danni.

 

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ASPIRINA E PROBLEMATICHE – Barbara Klein dell’università del Wisconsin scrive sul Journal of the American Medical Association che per chi fa uso regolare di aspirina la probabilità di contrarre Degenerazione Maculare agli occhi data dall’età è praticamente doppia rispetto a chi, invece, non fa uso di acido acetilsalicilico: per la precisione “gli anziani che fanno uso di aspirina regolarmente per più di 10 anni potrebbero avere un rischio ben maggiore di sviluppare disturbi oculari che possono portare alla perdita della vista”, scrive l’Independent; percentuale, quella degli utenti abituali, che negli Usa è del 19%, adulti che si curano con l’aspirina per “dolori, artrite, problemi di cuore”. Insomma l’aspirina non farebbe così bene, almeno per quanto riguarda gli occhi: è solo l’ultima delle ricerche che hanno avuto ad oggetto il noto farmaco, fra cui quelle, famose, riguardanti il ruolo nella prevenzione o addirittura nell’essere causa di tumori e cancro. La dottoressa Klein fa presente che è davvero troppo presto per pensare di smettere di assumere aspirina solo in base a questa ricerca perché “sono necessari altri studi”, per cui non è davvero il caso di interrompere terapie a base del noto farmaco.

PERCENTUALI – Anche perché i dati dimostrano un incremento probabilistico che è importante in valori marginali, ma in valori assoluti è molto poco incidente: su quasi 1500 persone negli studi, ha sviluppato il disturbo il 2% di chi ha usato l’aspirina per un decennio prima di subire la patologia (peraltro solo nella versione “neovascolare”, nulla invece riguardo la versione “secca”), mentre solo lo 0,76% fra i non utenti di aspirina ha sviluppato la patologia. Insomma, l’utilizzo di aspirina ha reso l’insorgere della malattia due volte più probabile rispetto al non utilizzo del farmaco, ma le percentuali sul dato assoluto restano comunque relativamente buone.

 

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