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Analisi di “Tu sei rete”: l’opera di Davide Casaleggio

Federico Mello analizza una delle opere di Davide Casaleggio “Tu sei rete”. Si tratta di un libro che «è pensato per aziende e per chiunque intenda scoprire le nuove frontiere della manipolazione digitale. Si occupa di web e social network ma le sue analisi possono essere applicate in qualsiasi campo».

La chiave delle teorie esposte in Tu sei Rete è la seguente: gruppi di persone che si auto-organizzano e si mettono in Rete tra loro possono risultare estremamente efficaci nel divulgare un messaggio; l’efficacia è garantita però soltanto quando questa auto-organizzazione viene orientata in maniera eterodiretta attraverso una serie di leve gestite a monte. È come una sorta di gioco di ruolo, un esperimento sociale: si scelgono delle regole e chi sceglierà di giocare si troverà a prendere le decisioni inconsce che seguono un percorso già tracciato. Non è troppo diverso da alcune dinamiche sociali che si vedono nei reality show: nel Grande Fratello, per esempio, gli autori del programma isolano dal gruppo di concorrenti il palestrato belloccio e la maggiorata disinibita prevedendo che faranno scintille a favore della telecamera. Per il Movimento Cinque Stelle che ha fatto tesoro delle teorie di Casaleggio Junior, la dinamica è identica – anche se parliamo, naturalmente, di sistemi molto più ampi e complessi.

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Innanzitutto Davide Casaleggio delinea una rete organizzata in piccoli sottogruppi nei quali le dinamiche interne fanno sì che i singoli membri siano invogliati ad agire:«Gli attori di una rete tendono a organizzarsi in gruppi. Gli appartenenti al nostro gruppo, o comunque le persone che consideriamo simili a noi, i nostri pari, sono più di altri in grado di convincerci ad agire in un certo modo. La pressione che i nostri pari esercitano su di noi, il peer pressure, è una particolare condizione nella quale le persone che conosciamo ci spingono ad agire. Il concetto di condizionamento è stato studiato dal sociologo Asch che sottopose ad alcuni test i suoi studenti. Asch verificò che le persone erano spesso orientate alla risposta sbagliata, se molti rispondevano, volutamente, in modo errato».

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Ed è qui che l’Uno vale Uno di fatto si annulla…

Proprio partendo da questa constatazione, si arriva ad un legge fondamentale, esattamente opposta alla bandierato principio “fondatore” del Movimento Cinque Stelle, ovvero “Uno vale uno”. Per Davide Casaleggio è evidente che nelle reti, i nodi «non sono tutti uguali: ci sono alcuni che hanno più valore degli altri»; sono loro gli hub più importanti, «i nodi più collegati del sistema». Anche quelli che non hanno ancora questa caratteristica, possono diventarlo col tempo: «Un nodo con poche connessioni può diventare importante, per la sua capacità di crescita all’interno della Rete. […] Il tasso di crescita può consentire di prevedere i nuovi astri nascenti: stelle del cinema, Nobel, leader politici. […] I nodi centrali sono importanti per la Rete. Chi vuole essere al centro, deve mettersi in relazione con chi lo è già, perpetuando così la centralità del nodo cui si collega. Sulla base di questo concetto, è possibile prevedere chi acquisterà il potere all’interno di una Rete».

Spiega Mello…

Più che ad un movimento che si ispira a principi di un fondamentalismo democratico, sembra che Davide Casaleggio abbia come modello SimCity, uno dei videogiochi più di successo degli anni Novanta. Nel gioco, i singoli attori della città interagivano fra loro e la facevano evolvere la città: ogni giocatore aveva l’impressione di essere lui stesso il creatore delle dinamiche sociali, ma in realtà non era che una “formica” che obbediva alle regole imposte dal programmatore. Nella vita reale, però, le persone non sono avatar digitali di un videogioco geniale, e arrivano a combattere affinché la loro vita non venga limitata a strade anguste che qualcuno ha stabilito debbano per forza essere imboccate. Sempre che non siano state condizionate da una propaganda manipolatoria fin troppo efficace.

(Estratto da “Il lato oscuro delle stelle”, di Federico Mello, Imprimatur Editore, Febbraio 2013)