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I conti in tasca al “povero” Adriano

Libero ci illustra il patrimonio del Molleggiato

Fosca Bincher alias Franco Bechis su Libero ficca il naso nel patrimonio di Adriano Celentano. Illustrandoci quali sono proprietà e redditi del Molleggiato. Ecco la tabella riassuntiva ospitata oggi tra le colonne del quotidiano:

Ed ecco l’illustrazione delle proprietà:

Adriano Celentano ce l’ha con i preti che parlano poco di Paradiso, eppure lui un paradiso ce l’ha in terra. Costruito negli anni con la sua lunga carriera musicale, talvolta incrementati altre volte buttati via con l’altalenante carriera cinematografica, poi cementati dalla principale fonte di reddito del suo clan familiare: la Rai. È viale Mazzini che gli ha fornito la benzina necessaria per alimentare il suo paradiso in terra, è viale Mazzini a pagargli profumatamente le ospitate che risolvono il problema della minestra per un anno e più, ed è sempre viale Mazzini il principale partner e finanziatore nella produzione delle fiction che la moglie di Celentano, Claudia Mori, ha fatto diventare il primo business di famiglia.

Prima, gli immobili:

Il paradiso terrestre di Celentano ha due volti: il primo è quello della ragnatela societaria che si è sviluppata dall’originaria etichetta musicale del Clan. Il secondo è quello di un vero e proprio impero immobiliare che in tutto conta 31 fabbricati e 83 terreni sparsi nel centro nord di Italia. I Celentano (Adriano, la moglie Claudia e la figlia Rosita) posseggono 12 fabbricati a Milano, 5 a Galbiate, 3 a Bordighera, 7 ad Asiago e 4 a Radda in Chianti. Li abbelliscono grazie ai 12 terreni di proprietà a Galbiate, le sei porzioni dell’altopia – no di Asiago e i 65 appezzamenti di terra posseduti a Radda in Chianti. Qualcuno è controllato direttamente da Celentano e la moglie (anche se alcuni immobili sono intestati solo a lui), altri sono nel portafoglio delle due immobiliari, la Neve e la Generale holding, e gli ultimi (uffici) sono controllati direttamente dalla Clan Celentano srl.

Poi si passa alla musica:

L’impero societario ha due srl discografiche, una (proprio la Clan) in comproprietà con la Sugar di Caterina Caselli, la già nominata Clan Celentano srl che segue soprattutto gli affari di Adriano, la Ciao Ragazzi che produce le fiction, le due immobiliari e una piccola quota in una società alimentare specializzata nel ramo “bio”: la Prodotti naturali di Milano. Complessivamente nel 2010 i Celentano potevano contare su un fatturato da 10,8 milioni di euro, metà del quale realizzato con la Rai dalla Ciao Ragazzi. Il risultato economico è invece assai più striminzito: un utile da 2.774 euro con cui certamente è difficile campare anche se si è solo in tre. Certo, con un risultato consolidato di questo tipo, non c’è il rischio di pagare tasse in eccesso. Se poi si guarda meglio nei bilanci delle varie società, si scopre molto più oro di quello che ufficialmente luccica.

Infine, ci sono gli introiti sui diritti:

In cassa il clan Celentano (riunificato visto che la società musicale di Rosita – la Din Don Dan – è stata fusa nel maggio 2011 nella Luna Park edizioni dei genitori) può contare su liquidità per 4,5 milioni di euro che non è affatto da buttare via. Altra voce consistente è quella delle immobilizzazioni nette, che ammonta a 12,4 milioni di euro. Sono lì conteggiati sia gli immobili posseduti che i diritti musicali, televisivi e cinematografici che costituiscono il magazzino residuo realizzabile subito sul mercato. Sono già stati accantonati negli anni i relativi ammortamenti e quindi è assai facile che i magazzini valgano assai più di quei 12 milioni e mezzo. Le fiction ancora ammortizzabili sono tutti contratti con Rai: da “Corpo in vendita” ad “Albert Einstein” ai residui delle serie su Caruso, Buscaglione, Ultima principessa e I Giorni buoni.