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Le Iene beccano uno che ha creduto alla truffa web: «Hai ricevuto due milioni di eredità»

Nella puntata de Le Iene andata in onda ieri sera, Enrico Lucci si è occupato dell’assurdo caso di Romeo, un autotrasportatore di 48 anni rimasto incredibilmente “incastrato” in una truffa ai suoi danni, cominciata con una mail arrivata nella sua casella di posta elettronica: una mail della quale, fin dall’inizio, era lampante la natura truffaldina e che oltretutto gira da anni sul web.

 

Photocredit: Mediaset/Le Iene
Photocredit: Mediaset/Le Iene

 

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«HAI EREDITATO DUE MILIONI E MEZZO DI DOLLARI» –

Romeo racconta tutta la storia: un bel giorno riceve un messaggio di posta elettronica, in inglese. L’uomo lo traduce in italiano e ne scopre il contenuto: avrebbe ereditato 2,6 milioni di dollari da un’anziana signora australiana che, dopo aver perso il marito in un incidente aereo, ha deciso di “dare in beneficienza” il risarcimento proprio a Romeo. Romeo, che non conosce la donna in questione e non ha nessun parente morto in un incidente aereo, non capisce come mai sia proprio lui il beneficiario dell’eredità. Ma più di due milioni e mezzo di dollari sono una cifra enorme, che potrebbero cambiargli la vita. Così, si lascia tentare e, all’insaputa della moglie e del figlio che lo avevano messo in guardia da quella che era evidentemente una truffa, si mette in contatto con la sedicente “banca privata” dove sarebbe depositata l’eredità. Inizia così una fitta corrispondenza tra Romeo e quelli che si qualificano come i vertici della banca: dopo avergli inviato alcune fotografie di una valigetta piena di denaro contante per provare l’esistenza dell’eredità (!!!) gli viene spiegato che, per attivare il trasferimento del denaro sul suo conto, deve versare una certa cifra in modo da “ricevere le password” e “sbloccare” il malloppo. E così Romeo versa 480 euro. Alla cieca. A un beneficiario che si qualifica come il direttore di una banca inglese.

 

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LA TRUFFA –

È solo l’inizio di un lunghissimo tira e molla: nonostante il primo versamento di 480 euro, il trasferimento del denaro si blocca. «Un problema imprevisto», dicono dalla fantomatica banca. E lo invitano a versare altri 500 euro per “sbloccare” nuovamente il conto. Romeo paga anche quei 500 euro ma, ancora una volta, i soldi non arrivano. È ormai chiaro che si tratta di una truffa, un sistema come un altro per spillare soldi a chi ci casca. L’unico a non rendersene conto però è Romeo, che continua ingenuamente a credere ai vari intoppi  – compreso quello che lo vedrebbe costretto a versare il 10% del totale della cifra, circa 230.000 euro, al governo inglese per sistemare la questione fiscale – e a versare di volta in volta i soldi che gli vengono richiesti. La faccenda si trascina per oltre un anno e Romeo, all’insaputa di sua moglie e di suo figlio, continua regolarmente a versare soldi ai truffatori, a tranche di  migliaia di euro. Chiede persino un prestito alla sua banca per far fronte ai “pagamenti”, ancora convinto che, prima o poi, riceverà i suoi due milioni di dollari ereditati da una sconosciuta benefattrice. In tutto, l’uomo ha gettato al vento una cifra incredibile: 21.000 euro. Si è indebitato e ha perfino litigato con la moglie che, una volta scoperta tutta la storia, si è comprensibilmente molto arrabbiata. (Qui il servizio completo de Le Iene)

 

Photocredit: Mediaset/Le Iene
Photocredit: Mediaset/Le Iene

«FREGNACCE DEL WEB» –

La faccenda è così palesemente chiara che Enrico Lucci non può fare a meno di dare una sonora strigliata a Romeo che – nonostante tutto – sotto sotto continua a covare la speranza di poter ricevere un’eredità che non esiste. Promette che non darà più soldi ai truffatori ma da come si comporta è chiaro che non è ancora del tutto consapevole di essere stato raggirato. Quando Lucci, esasperato, gli chiede cosa gli abbia potuto far credere che «una vecchia australiana avesse voluto farlo diventare ricco», Romeo risponde che «ha voluto credere nel colpo di fortuna» e che poi, una volta iniziato a pagare, sia stato spinto ad andare avanti nella speranza di recuperare almeno i soldi che aveva messo di tasca propria. Ammette di essersi comportato «come i ragazzi che buttano un sacco di soldi ai videopoker» e chi l’intera storia è stata per lui «come una droga». Il servizio si chiude con l’ennesimo monito di Lucci: non credere alle «fregnacce» che girano sul web.

(Photocredit copertina: Mediaset / Le Iene)