Camillo Ruini
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«Con Papa Francesco la Chiesa è progressista? Possiamo dirlo»

Con Papa Francesco la Chiesa è passata dal conservatorismo al progressismo? “L’ottica non è appropriata, ma se si vogliono usare categorie mondane si può dire anche questo”: parola del cardinale Camillo Ruini, già presidente della Conferenza Episcopale Italiana prima di Angelo Bagnasco; un’intervista di grande importanza perché mostra che dopo il Sinodo della Famiglia 2014 qualcosa sta cambiando nella Chiesa Cattolica, ci siano tendenze inedite di apertura che però, in un futuro non lontano, potrebbero anche “defluire”.

PAPA FRANCESCO E IL CAMBIAMENTO – Parla fuori da qualsiasi linguaggio felpato Ruini quando non nega la discontinuità portata alla Chiesa da Papa Francesco: “Non c’è una Chiesa divisa, c’è una Chiesa con posizioni diverse”, ammette il porporato, e il pontificato di Papa Francesco è innovativo per tanti motivi. Certo, è innovativo come lo furono i precedenti: “Wojtyla era un polacco che si era temprato nella battaglia contro il comunismo, e per questo passò per conservatore: in realtà definiva il Concilio ‘la più grande grazia del XX secolo”, dice Ruini, ammettendo implicitamente che il Concilio non è roba da conservatori, ovvero sconfessando i tanti che trattano l’assise conciliare ribadendo che “non c’è stato nulla di nuovo”; “Ratzinger è un grande teologo tedesco. Francesco è il primo pontefice latinoamericano, e ha una sensibilità diversa”. Ovvero, come abbiamo detto, “se si vogliono usare categorie mondane” si può dire oggi che la Chiesa sia passata “dal conservatorismo al progressismo”. Ma rimane il fatto che “la Chiesa è una cosa diversa, è una comunione”.

 

Nobel Pace 2014 Papa Francesco

 

 

COMUNIONE AI DIVORZIATI E OMOSESSUALI – Ad esempio sui temi etici e della pastorale familiare che sono stati al centro della discussione del Sinodo, il Cardinale Ruini non nega che la Chiesa nel breve periodo probabilmente cambierà il suo approccio. Sulla comunione ai divorziati, i principi rimangono saldi: “Contrarre un nuovo matrimonio sarebbe bigamia e avere rapporti sessuali sarebbe adulterio”, ma il compromesso finale sarà probabilmente “una prassi più elastica”. Molto più netta la sua posizione sulla questione degli omosessuali: “Se la Chiesa è in ritardo sugli omosessuali? Ritardo o anticipo dipende dalla direzione di marcia in cui si va; adesso la Chiesa è considerata in ritardo perché continua a ritenere l’omosessualità non conforme alla realtà del nostro essere. Sarà il tempo a dire se la Chiesa su questo è in ritardo o in anticipo”. Sulla codificazione dei diritti alle coppie omosessuali, la linea non cambia “dai tempi dei Dico: è giusto tutelare i diritti, ma i veri diritti, non quelli immaginari. Non c’è bisogno di riconoscere le coppie come tali, basta affermare i diritti dei singoli”. E non serve farne un affare nominativa: unioni civili o matrimonio, “se il contenuto è molto simile, serve a poco cambiare il nome del contenitore”.

L’ONDATA LIBERTARIA E L’ATTACCO DI DESTRA – Insomma, la società e così necessariamente anche la Chiesa, non nega il cardinale Ruini, sono in mano ad un’ondata libertaria che durerà quanto durerà: “Negli anni ’70 molti erano convinti anche fra i non marxisti che il marxismo fosse un orizzonte insuperabile. Poi il marxismo si è dissolto. Non so dire se accadrà qualcosa di analogo con l’attuale tendenza libertaria, ma non lo escludo”. Importanti ed estremamente significative le parole sul libro di Antonio Socci, “Non è Francesco”: nell’opera del giornalista cattolico si illustra la tesi per cui l’elezione di Papa Francesco al soglio pontificio sarebbe “invalida” e che il precedente Papa, Benedetto XVI, avrebbe solo rinunciato al ministero petrino, non alla carica. “Una tesi che considero totalmente infondata e abbastanza ridicola”, dice Ruini, che fa parte “di un piccolo attacco da parte della destra laica che purtroppo esiste, forse anche per reazione alla tendenza di altri editori laici ad appropriarsi di Papa Francesco per trasformarlo in un sostenitore di tesi contrarie al cattolicesimo”. Insomma, il Papa non è né di destra né di sinistra, dice Ruini, è il successore di San Pietro.