Cosa tiene le cozze attaccate agli scogli?

Finalmente risolto il quesito più trendy dell’estate Non si tratta di ragazze un po’ racchie che non mollano neanche di...

Finalmente risolto il quesito più trendy dell’estate

Non si tratta di ragazze un po’ racchie che non mollano neanche di fronte all’ennesimo due di picche. E’ invece una scoperta  che potrebbe offrire nuovi spunti per la produzione di biomateriali adesivi, magari presto portando dei miglioramenti alla vita quotidiana.

RESISTENZA – La super ‘colla’ naturale che tiene le cozze saldamente attaccate agli scogli deve la sua resistenza a una proteina che la protegge dall’ossidazione. La scoperta, e’ stata pubblicata su Nature Chemical Biology dai ricercatori dell’universita’ della California guidati da Herbert Waite e Jacob Israelachvili. L’ancora che permette alle cozze di rimanere attaccate alle rocce, il cosiddetto bisso, e’ costituita da un fascio di filamenti, ciascuno dei quali termina in una placca che aderisce al substrato. Ogni placca viene prodotta dal mollusco nel giro di pochi minuti, attraverso la secrezione di alcune proteine che sono stoccate nel suo piede.

LA PROTEINA CHE PROTEGGE – Tra le prime ad essere ‘lanciate’ come ormeggi c’e’ mfp-3, una proteina ricca di una molecola chiamata Dopa (diidrossifenilalanina) che funziona da collante. La sua resistenza e’ continuamente messa alla prova dall’ambiente marino che, a causa del pH e della ricchezza in ossigeno, tende a favorirne l’ossidazione. Per ovviare a questo problema, le cozze producono una seconda proteina, chiamata mpf-6, che protegge mpf-3 dall’ossidazione migliorandone l’adevisita’. (ANSA)