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«Mio figlio si è ucciso per colpa di quel farmaco anti-acne»

Secondo l’associazione che si batte per il suo ritiro, il farmaco anti-acne sarebbe responsabile di una sessantina di suicidi tra Francia e Svizzera.

Before and After Roaccutane

GLI EFFETTI COLLATERALI – Un trattamento anti-acne sarebbe il responsabile del suicidio di Jordan, uno studente universitario francese di 22 anni che si è  impiccato a luglio nella sua camera da letto a Luneville, nella zona di Meurthe-et-Moselle. L’accusa è della madre del ragazzo, che ha denunciato il dermatologo che aveva prescritto a suo figlio il Roaccutane dell’azienda Le Roche, un farmaco di cui l’equivalente generico è distribuito anche in Italia. Lo riferisce Le Figaro. ”Abbiamo registrato una sessantina di suicidi in Francia e in Svizzera”, ha affermato il presidente dell’associazione francese delle vittime del Roaccutane e generici, Daniel Voidey, ”legati all’assunzione di questi trattamenti”.

DENUNCE E SOSPETTI – Jordan aveva assunto il farmaco da gennaio a giugno: ”Il suo comportamento”, ha raccontato la madre, ”era molto cambiato: non dormiva la notte, si chiudeva per ore in camera, soffriva di dolori muscolari molto forti e di secchezza delle mucose”. Il medicinale, a base di isotretinoina, viene utilizzato per il trattamento dell’acne cistica: in Italia è distribuito dalla Fidia Farmaceutici (con il nome Aisoskin), dalla Difa Cooper e dalla Pierre Fabre (con il nome Isoriac). A fine 2013 dovrebbero essere pubblicati i risultati di uno studio lanciato nel 2011 su mille pazienti per l’analisi più  precisa degli effetti collaterali del Roaccutane e delle sue equivalenti generiche. (AGI)