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Miopia: si può guarire da soli?

Bisogna sempre prestare una particolare attenzione quando si parla di questioni mediche e malattie. La medicina è una scienza ma l’oggetto che ne costituisce il fine ultimo è il corpo umano che non è pezzo di pietra ma un insieme di cellule, organi e tessuti che vivono, crescono, muoiono, si modificano e reagiscono in ogni istante. Tutti i corpi umani sono generalmente simili ma ciascuno di essi è diverso da tutti gli altri. Questo significa che le leggi della scienza medica sono leggi generali e generalmente valide, ma non è detto che lo siano sempre e comunque.

FARMACI – Un farmaco che funziona nella stragrande maggioranza dei pazienti potrebbe non funzionare in altri. Nessuno, ancora oggi, conosce esattamente tutto ciò che avviene nei nostri corpi e soprattutto il modo in cui interagiscono tra di loro i vari organi e il modo in cui l’ambiente circostante condiziona queste interazioni. C’è gente che guarisce senza problemi da determinate malattie senza bisogno di assumere farmaci di alcun genere e c’è gente che per le stesse malattie ci lascia le penne. Per questa ragione in medicina è difficile che esistano regole che abbiano valori assoluti e ogni dato ha un valore in termini probabilistici e relativi. Ci sono fattori imponderabili che esercitano influenze e reazioni che non si possono quantificare. Pensiamo a concetti come la forza di volontà, la speranza, la fede, la voglia di vivere, l’affetto degli altri e così via. Quante volte abbiamo letto o sentito che qualcuno “si è lasciato morire”, oppure “è morto di crepacuore”, oppure “si è attaccato alla vita”. La stessa scienza, del resto, riconosce tranquillamente gli effetti di questi fattori, al punto che nella sperimentazione dei farmaci si adottano metologie precise al fine di distinguere gli effetti del vero medicinale dall’effetto placebo.

CASI – Vi sono casi documentati di regressione “miracolosa” di malattie anche gravi, rispetto ai quali la scienza non sa fornire spiegazioni (o non sa scegliere fra più possibili spiegazioni). Del resto, le spiegazioni in questi casi non servono nemmeno. Facciamo un esempio molto semplificato, quello dei vaccini. Un vaccino non è un medicinale in senso stretto, cioè non è una sostanza che attacca e uccide i bacilli responsabili di una malattia ma si può definire come una specie di stratagemma che insegna al nostro corpo ad attaccare un tipo determinato di bacilli, in modo tale che quando dovesse servire, le nostre difese sono già pronte a reagire. Ciò vuol dire che il nostro corpo ha già la capacità di contrastare quelle malattie, a prescindere dal vaccino, semplicemente non sa come farlo. Può ben succedere, però, che anche senza vaccino il corpo umano reagisca efficacemente all’attacco e guarisca da solo.

MALATTIE – Così, si può guarire spontaneamente anche da gravissime malattie come il colera. Tuttavia sarebbe una follia suicida avventurarsi in un’area a rischio di contagio senza una preventiva vaccinazione o rifiutare l’antibiotico in caso di malattia. Fatta questa lunga premessa per inquadrare l’argomento nel contesto corretto, parliamo di miopia e di guarigione spontanea. La miopia è una patologia che in concreto impedisce di mettere a fuoco gli oggetti a una certa distanza. Più è accentuata la miopia, più diminuisce la distanza massima a cui si riesce a vedere nitidamente. Le cause possono essere varie, talvolta la patologia è ereditaria, talvolta si manifesta per le abitudini di vita e di lavoro. La soluzione più semplice è quella di ricorrere alle lenti ma si può anche risolvere definitivamente con un intervento chirurgico. C’è però chi sostiene di essere riuscito a guarire dalla miopia in modo spontaneo, mediante esercizi fisici. Non è una storia nuova: già nel 1891 il medico americano William Bates propose un metodo basato su una serie di esercizi per l’occhio, capaci (a suo dire) di curare o alleviare le patologie visive, senza necessità di occhiali. La teoria di Bates è stata sottoposta più volte a verifiche scientifiche e ad analisi accurate e si è rivelata del tutto infondata. I test hanno evidenziato che in alcuni casi gli esercizi consigliati da Bates producevano dei miglioramenti (talvolta duratori e talvolta effimeri), in altri casi producevano dei peggioramenti, nella stragrande maggioranza dei casi non avevano alcun effetto.

LETTERATURA – Qualche anno fa è stato pubblicato il libro “Come Sono Guarito Dalla Miopia” di David De Angelis, che propone un ulteriore metodo alternativo di cura e guarigione. Il libro ha conosciuto una certa diffusione anche perché la miopia è diffusa e sono tanti coloro che non possono o non vogliono sottoporsi a intervento chirurgico e nel contempo vorrebbero affrancarsi dalla schiavitù degli occhiali da vista. Purtroppo la premessa del libro non è particolarmente rassicurante: “Non sono un oculista né un optometrista (…) non ho diplomi, lauree o specializzazioni specifiche al campo di questo libro…”. Più avanti l’autore spiega i generosi propositi che l’hanno spinto a scriverlo: “nella speranza di guarire la vista del maggior numero di persone possibile (…) credo che lo conoscenza, l’esperienza e il messaggio di un autore debba essere condiviso dal maggior numero possibile di persone (…) considera questo libro un mio regalo (…)”. Regalo ma non troppo, visto che il libro si paga. Ad ogni modo, l’autore parte dalla (sua) considerazione che il fattore principale scatenante della miopia è il fattore ambientale, ossia gli stress causati dalle abitudini di vita e dall’ambiente (i fattori genetici, quindi, non vengono considerati o passano in secondo piano). Quindi illustra il metodo di esercizi, definito Power Vision System o PVS, che integra però anche l’uso di lenti positive (ossia l’opposto di quelle che si prescrivono per la miopia) per realizzare il “defocus retinico”. Come spesso accade per i metodi alternativi, manca una ricerca scientifica che provi le affermazioni di De Angelis. Il fatto che il suo metodo funzioni (o abbia funzionato) su alcuni soggetti (ammesso che sia effettivamente così) non basta a sostenere che il metodo sia valido, proprio come il fatto che qualcuno abbia attraversato l’incrocio con il semaforo rosso senza finire in ospedale non basta a dire che i semafori non servono. Il problema della teoria PVS è che la miopia si verifica nel momento in cui l’occhio “si allunga”.

L’ERRORE – Pensare di accorciarlo ricorrendo a esercizi o a lenti positive è un po’ come pensare di accorciare i capelli muovendo la testa. Abbiamo detto che i miracoli possono accadere, ma per validare un metodo occorre verificare e dimostrare che esso, in termini probabilistici, funzioni veramente. Non risulta che ciò sia stato fatto per il metodo PVS, in compenso abbondano iniziative commerciali che lo propongono a pagamento. In compenso, la ricerca sulla possibilità di prevenire o rallentare lo svilupparsi della miopia continua nell’ambito della comunità scientifica e di sicuro che c’è che le tecniche chirurgiche al laser sono ormai consolidate ed efficaci. Piuttosto che a un libro, il consiglio migliore resta quello di affidare la salute dei propri occhi all’oculista.