“Il Sud Tirolo non è Italia, Napolitano deve tacere”

Altro che autonomia: a Bolzano ci sono i secessionisti. E del Capo dello Stato non sanno che farsene. Non si...

Altro che autonomia: a Bolzano ci sono i secessionisti. E del Capo dello Stato non sanno che farsene.

Non si placano le polemiche in Alto Adige sui festeggiamenti per l’Unita’ d’Italia: dopo Luis Durnwalder, oggi e’ il partito di Eva Klotz a entrare in polemica diretta con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Signor Napolitano da lei non ci lasciamo dire che noi dovremmo essere italiani”, ha scritto Sven Knoll sul sito di Sud-Tiroler Freiheit (Liberta’ per il Sudtirolo, la traduzione in lingua italiana), il movimento nazionalistico e secessionistico guidato da Eva Klotz, figlia del defunto terrorista indipendendista Georg Klotz. Per i secessionisti – che chiedono un referendum per l’annessione della provincia di Bolzano all’Austria cosi’ da formare un ‘Grande Tirolo’ – l’intervento del Capo dello Stato e’ stato un “insulto e un’irriverenza politica”. “La prepotenza delle dichiarazioni di Napolitano, nel sostenere che la maggior parte dei sudtirolesi si sentirebbero italiani, non sono solo sfacciati affronti politici, ma travisano completamente la realta’”, ha scritto ancora Knoll, uno dei due consiglieri provinciale assieme alla Klotz di Sud-Tiroler Freiheit, sulla pagina web del partito tutta rigorosamente in tedesco. “Le affermazioni di Napolitano mostrano molto chiaramente che l’Italia fino a oggi non riconosce ancora la cultura linguistica dei sudtirolesi che si sentono poco italiani, come i tibetani poco cinesi o i baschi poco spagnoli”, ha insistito . Sud-Tiroler Freiheit, nato nel maggio del 2007, alle elezioni provinciali del 2008 ha ottenuto il 4,9 % dei consensi. Ma secondo il movimento, il 95% dei sudtirolesi non si sentono italiani. “Se Napolitano e le altri enti romani sono convinti che i sudtirolesi si sentono italiani e che il loro desiderio e’ quello di appartenere a questo Stato corrotto, allora Napolitano si adoperi affinche’ in Alto Adige si faccia un referendum”, ha chiesto Knoll, “poi si vedra’ se l’Alto Adige vorra’ far parte dell’Italia”. Quella della Klotz e di Knoll e’ una battaglia ormai durissima contro ogni segno di italianita’ nel Sud Tirolo. Piu’ volte hanno chiesto la rimozione dei monumenti degli anni ’30 presenti in Alto Adige da loro considerati come “relitti fascisti”. E hanno organizzato campagne con cartelloni e manifesti contro la popolazione di lingua italiana in provincia di Bolzano e contro lo Stato, tanto che ai valichi di confine hanno piazzato cartelli – accanto al classico ‘Ein Tirol’ (un solo Tirolo)- con su scritto: “Sudtirol ist nicht Italien” (il Sudtirolo non e’ Italia).

(AGI)