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Silk Road: dove si vende la droga su internet

Forbes ci propone un’intervista all’anima di uno dei siti più importanti del “deep web“, ovvero quella parte di internet inaccessibile agli utenti “normali”. Parliamo di Silk Road, un sito dove vengono vendute sostanze stupefacenti, leggere e pesanti. Il responsabile è Dread Pirate Roberts, questo il nome d’arte del personaggio, in otto mesi di corteggiamento non ha voluto incontrare il giornalista né svelare la sua identità.

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UN SITO CRIPTATO – Ogni comunicazione avviene attraverso il sistema di messaggistica interno di Silk Road, via della Seta, sito che richiede l’accesso con il software “Tor” che cripta il traffico web in tutto il mondo. L’obiettivo di Tor è quello di “criptare” gli accessi e secondo l’anima di Silk Road è l’unico modo per tutelarsi visto che ormai la polizia di tutto il mondo gli da la caccia. Il sito negli ultimi due anni è diventato la “casa” di coloro che vogliono acquistare eroina, crack, metanfetamine, cocaina, LSD, ecstasy. Il nucleo antidroga della polizia federale ha emesso un comunicato nel quale spiega di essere attiva nel controllare quanto accade nel “sottobosco digitale”, con il senatore Chuck Schumer che ha espressamente chiesto di oscurare il sito definito “il tentativo più sfacciato di spacciare droga online che abbiamo mai visto”.

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60.000 UTENTI AL GIORNO – Come sanno i più esperti, Tor è scaricabile ed eseguibile. Basta pagare pochi dollari attraverso ed il gioco è fatto. Ad oggi il sito genera un volume d’affari di 45 milioni di dollari e secondo l’analisi dei flussi Silk Road riceve circa 60.000 visite al giorno da parte di utenti che cercano di comprare e vendere stupefacenti oltre a sigarette e documenti falsi. Il sito per ogni transazione prende una commissione base del 10 per cento che puo’ crescere in base al volume dell’acquisto. per lo più gli utenti che cercano di comprare o vendere la droga, insieme ad altri elementi illeciti tra cui le sigarette non regolamentati e documenti falsi. Nella sua intervista Roberts ha voluto spiegare che al momento Silk Road è solo uno degli attori impegnati nel Deep Web ma che esistono strutture molto più “forti” come Atlantide, che fa la stessa cosa ma con una struttura più “aziendale”.

“UN RADICALE LIBERTARIO” – Roberts ha anche un programma politico. Lui non si sente solo un “incoraggiatore di spacciatori” ma anche radicale libertario rivoluzionario che cerca di ritagliarsi uno spazio digitale anarchico: “Non possiamo restare in silenzio per sempre. Noi abbiamo un messaggio importante, e il tempo è maturo per cui il mondo possa sentirlo. Si tratta di difendere i nostri diritti come esseri umani rifiutando di essere sottomessi quando in realtà non abbiamo fatto niente di male”. Per questo ritiene Via della Seta un veicolo per il suo messaggio. Ma, mentre Roberts punta alla filosofia, i concorrenti sono più “agguerriti”, come Atlantis che ha pubblicato un video con protagonista uno studente “sfattone” alla ricerca di marijuana trovando nel sito un punto d’approdo.

IL CONCORRENTE – Youtube ha rimosso il video per aver violato i termini del servizio ma nel frattempo ha ricevuto 100 mila viste. Il giorno dopo un utente chiamato Heisenberg ha definito Silk Road un “myspace” mentre loro ormai sono “Facebook”, sottolineando il crollo verticale del primo social network di sempre. E mentre Silk Road combatte Atlantis, è opportuno aprire uno sguardo anche su Bitcoin, il sistema di pagamento criptato che non lega un utente ad un conto rendendo così le transazioni non rintracciabili, anche per l’Fbi. E per Roberts Bitcoin rappresenterà il futuro delle transazioni on line perché in grado di garantire la massima discrezione. Per quanto riguarda invece gli articoli, la filosofia è semplice: si puo’ vendere tutto, a patto che non faccia necessariamente male agli altri. Niente pornografia minorile, ad esempio.

“UN SEME PER IL FUTURO” – Roberts entrò in Silk Road perché si accorse di una falla nel sistema di sicurezza legato alla gestione dei fondi. Avrebbe potuto, nel caso, rubare i fondi Bitcoin del sito. Invece aiutò il fondatore a “tappare” la falla diventando un uomo di fiducia nella gestione del sito assumendone il controllo. Alla fine di aprile Silk Road è stato vittima di un attacco che ha bloccato il sito per quasi una settimana rischiando di vanificare l’impegno di settimane di lavoro, un attacco avvenuto poche settimane dopo la nascita di Atlantis, il cui proprietario, chiamato Vladimir, sempre da una chat criptata parla di un “problema d’infrastruttura”. E’ evidente quindi che ci si trovi di fronte ad una guerra per il dominio della vendita di stupefacenti sul deep web. Ma per Roberts il problema vero è di livello personale. Sa che la sua libertà è appesa ad un filo ma che allo stesso tempo quello che è ormai il suo sito, Silk Road, è come un seme che farà nascere una pianta diversa che cambierà la natura. (Photocredit Wikipedia / prometeord.wordpress.com)