Zangrillo e il virus che «esiste e ci ha dimostrato di essere molto contagioso»

A fine maggio parlava di coronavirus clinicamente morto

di Enzo Boldi | 15/09/2020

Zangrillo
  • L'intervista a Il Corriere della Sera di Alberto Zangrillo

  • "Io sono il primo a dire che il virus c’è. Il virus esiste e ci ha dimostrato di essere molto contagioso"

  • Il primario del San Raffaele sostiene che il Coronavirus ci stia prendendo in giro

L’esperienza con Silvio Berlusconi sembra aver fatto abbassare i toni. Da alcuni giorni, infatti, Alberto Zangrillo ha rimodulato la sua posizione sull’emergenza Covid in Italia, sottolineando come – oggi – il virus sia molto presente e altamente contagioso. Il responsabile dell’Unità operativa di Terapia intensiva generale e cardiovascolare dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano ne ha parlato in un’intervista a Il Corriere della Sera, sottolineando come il pericolo non sia stato superato e come si debba tenere alta l’attenzione.

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Un richiamo al rispetto delle regole che aveva fatto anche in passato, quando a fine maggio parlava di «virus clinicamente morto» per via del basso numero di ricoveri con sintomi presso gli ospedali. Un parere, sostenuto anche da altri esperti, che sollevò diverse polemiche e preoccupazioni. Ora però, con la curva epidemiologica tornata a crescere dall’inizio delle vacanze estive, i toni si sono ammorbiditi. Anche perché lo stesso Zangrillo ha avuto a che fare con il caso Berlusconi che presentava un’altissima carica virale.

Zangrillo e il virus che ha dimostrato di essere molto contagioso

E in un passaggio della sua intervista a Il Corriere della Sera ha dichiarato: «Io sono il primo a dire che il virus c’è. Il virus esiste e ci ha dimostrato di essere molto contagioso. Il virus ci sta prendendo in giro. Perché il virus vince sul tampone». Già nel recente passato, Alberto Zangrillo aveva dichiarato di aver utilizzato un «tono stonato» in quella sua dichiarazione di fine maggio, sottolineando di non esser mai stato un negazionista ma di aver portato alla luce solamente dati clinici.

I casi in salita, compresi i ricoveri

Ma si veniva da un periodo di lockdown, dove le interazioni sociali erano molto più ristrette rispetto a quel che è accaduto dall’inizio dell’estate fino a oggi. Come spiegato dagli esperti, infatti, non esiste ancora una cura (e, per il momento, neanche un vaccino), quindi gli unici rimedi per scongiurare i contagi sono mascherine, distanziamento sociale e tutte le accortezza del caso (come il lavarsi e disinfettare spesso le mani). Perché il virus poteva essere clinicamente sparito proprio perché non c’erano interazioni sociali. Ora, invece, i dati dei ricoveri con sintomi e in terapia intensiva sono tornati a crescere. Non come nei mesi più bui, ma comunque la situazione non permette di abbassare la guardia.

(foto di copertina: da L’Aria che Tira, La7)