Travaglio sul Russiagate: «Salvini non ne parla. Ha qualche problema con la verità?»

Nella vita domandare è lecito, rispondere è cortesia. In politica, invece, domandare è obbligatorio tanto quanto rispondere. Matteo Salvini, invece, continua a gettare la polvere sotto il tappeto sul caso che – solo per sintesi giornalistica – è stato rinominato il Russiagate italiano. La vicenda riguarda i contatti tra alcuni rappresentanti del Carroccio – in primis il presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia, Gianluca Savoini – e altri intermediari vicini a Vladimir Putin per un finanziamento internazionale (e illecito) da 65 milioni di euro alla Lega per far entrare in Italia il petrolio dell’Est Europa. Le responsabilità sono ancora tutte da accertare e la procura di Milano ha aperto un’indagine su questo caso. A fare rumore, però, sono state le (poche) dichiarazioni rilasciate dal segretario del Carroccio negli ultimi giorni: ha pensato solo a minimizzare l’accaduto, cadendo in contraddizioni svelate anche da Palazzo Chigi. E Marco Travaglio, nell’editoriale di oggi su Il Fatto Quotidiano, ha sottolineato queste incongruenze.

Mancano risposte e quelle poche che sono state date sono in linea con l’atteggiamento avuto da Salvini su tutti gli altri casi che hanno riguardato la Lega da quando è al governo (e non solo). Così Marco Travaglio ha sottolineato come la linea adottata dal leader del Carroccio sia stata sempre la stessa, fin dai tempi dei primi scandali: il caso Siri su tutti. È ovvio che, come sottolinea lo stesso direttore de Il Fatto Quotidiano, la verità sarà scoperta dalle indagini, ma finora il ministro dell’Interno ha ufficializzato «la sua versione del caso Russia solamente a battutine, attacchi ai giornalisti e ai magistrati, con dichiarazioni sparse qua e là a spizzichi e bocconi, perlopiù contraddittorie o comunque contraddette».

Travaglio e l’affondo sulla verità di Salvini

L’atteggiamento, secondo Travaglio ricalca il copione della vicenda che ha riguardato (e continua a riguardare) l’ex sottosegretario Armando Siri, indagato in Sicilia per corruzione. Un qualcosa che porta Travaglio a una serie di interrogativi sulla mancata risposta alle continue convocazioni del presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, che lo ha invitato a parlare dell’inchiesta Arata-Siri: «Perché non ci va? Ha qualche problema con il Parlamento? O con la verità?».

(foto di copertina: ANSA/ TINO ROMANO + ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

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