L’addio di Totti alla Roma: «Ora prendo altre strade, ma è un arrivederci»

di Enzo Boldi | 17/06/2019

Totti
  • La conferenza stampa di Francesco Totti al salone d'onore del CONI

  • L'ex capitano della Roma annuncerà il suo addio

  • Nei giorni scorsi, si erano diffuse diverse voci sul suo ruolo all'interno delle questioni più delicate per la società

Il tifone Francesco Totti rischia di spazzare via quel che resta della sua Roma. L’ex Capitano giallorosso parla in conferenza stampa alle 14 del 17 giugno 2019, al Salone d’onore del CONI, dopo alcune settimane di silenzio in cui è stato detto tanto, da tanti, sul suo futuro. Le divergenze con alcuni dirigenti del club capitolino sono state palesate solamente da rumors che si sono rincorsi nel corso degli ultimi mesi. Si è parlato di un rapporto complicato con Franco Baldini – consulente di fiducia del presidente James Pallotta – e di vedute differenti sul futuro. Dal campo ai ruoli operativi. Ora, dopo 30 anni, è arrivato il giorno dell’addio che sta dividendo i tifosi della Roma.

La conferenza di Totti | LIVE

ore 14.4o – «Non sono mai stato interpellato nella decisione dell’allenatore. Per questo non aveva senso andare avanti. Conte ci aveva dato l’ok, dopo ci sono stati dei problemi ed è saltato tutto. Pallotta era contento di questa cosa, ma non c’è stato modo di poter andare avanti»

ore 14.34  – «Non posso tornare in questa società nemmeno se se ne andasse Baldini»

ore 14.32 – «Io non ho mai chiesto soldi. Ho chiesto di decidere da responsabile dell’area tecnica. Ma sono sempre passato in secondo piano. Che direttore tecnico è? Non sono andato a Londra perché non avrei potuto decidere niente. Tutte le cose che sono state scritte sono state false: l’unico allenatore che ho sentito è stato Antonio Conte. Tutte le altre voci non sono altro che fantascienza»

ore 14.30 – «Per farmi tornare alla guida della Roma sicuramente serve che ci sia un’altra proprietà. Ma sicuramente non ho mai fatto né farò mai male alla Roma. I dirigenti attuali, invece, mi hanno detto che sono troppo ingombrante per questa società»

ore 14.29 – «Non c’è stata una goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il vaso è sempre stato pieno. In due anni ho partecipato a 10 riunioni e mi chiamavano sempre all’ultimo momento. È come se non avessi alcun ruolo in questa squadra»

ore 14.22 – «Quando dici la verità, nessuno può dirti niente. Io sono sempre stato trasparente. Quando le persone mi chiedevano a inizio campionato dove sarebbe arrivata la Roma e io dicevo al quarto e quinto posto, sono stato insultato»

ore 14.20 – «Era inutile continuare il rapporto con la presidenza: la decisione spettava sempre al presidente che era distante e lontano. Non aveva senso esprimere una propria opinione e una propria idea»

ore 14.13 – «Ci sono tante cose che posso fare e le sto valutando. In questo mese valuterò tutte le offerte che ci saranno in campo e sceglierò per quella che mi fa stare meglio. Non c’è stato un colpevole principale per il mio addio: è stato fatto un percorso, non ho avuto le garanzie giuste, per questo è stata la scelta giusta da fare»

ore 14.11 – «Alla gente di Roma posso garantire che sarà un arrivederci, ma posso dire soltanto di continuare a tifare per questa squadra. Mi dà fastidio vedere la squadra in questo periodo di difficoltà. L’amore che la gente ci mette per questa squadra è unico. Io continuo a tifare Roma e posso ribadire che sarà un arrivederci e non un addio».

ore 14.08 – Totti spiega il significato della frase detta a De Rossi: “Non è stata colpa mia”. Ha affermato di non aver mai avuto la colpa e di non aver mai avuto un coinvolgimento diretto e organico nel progetto. Per questo motivo ha spiegato che la colpa non è stata la sua nella vicenda dell’addio di De Rossi.

ore 14.07 – Incursione di Lucci che chiede a Totti: “Chi gliel’ha fatta fare”. Poi gli dà un bacetto sulla guancia. La risposta dell’ex dirigente della Roma: «Non ci ho mai pensato a questa cosa»

ore 14.05 – «Non ci devono essere delle fazioni pro o contro Totti, pro o contro Pallotta. Ma ci deve essere solo la Roma. I presidenti e gli allenatori passano, ma le bandiere no»

ore 14.02 – «Ringrazio il presidente del CONI Malagò – dice Francesco Totti – per avermi dato la possibilità. È arrivato un fatidico giorno molto pesante per me. Viste le condizioni, è doveroso prendere questa decisione».

ore 14.00 – FRANCESCO TOTTI entra al salone d’onore del CONI

ore 13.55 – Tutto pronto al salone d’onore del CONI per la conferenza stampa di Francesco Totti. Grande dispiegamento di giornalisti: alcuni network nazionali, come il Tg2, hanno organizzato una diretta dell’evento

La sua prima maglia giallorossa fu nel 1989, dopo la cessione da parte della Lodigiani che detenava il suo cartellino. Da quel giorno l’escalation: il passaggio in prima squadra, l’esordio grazie a Boskov il 28 marzo del 1993. Il giorni in qui Totti divenne un mito per tutti i tifosi della Roma. Una carriera costellata di riconoscimenti all’interno del Grande Raccordo Anulare, fino alla consacrazione internazionale, sempre con la maglia giallorossa, grazie alle sfide in Champions. Il Real Madrid di Florentino Perez l’ha corteggiato per anni, ma lui preferì rimanere figlio della lupa capitolina.

Un ruolo da dirigente mai ben definito

Lo scudetto del 17 giugno 2001 (e la conferenza stampa di addio è stata convocata proprio per lo stesso giorno di 18 anni dopo), il Mondiale del 2006: questi i suoi successi principali in campo. Poi l’addio al calcio giocato nel 2017, con l’ultima commovente gara d’addio nell’ultima giornata di campionato a Roma, contro il Genoa. Uno stadio in lacrime, tifosi disperati per quel simbolo che attacca gli scarpini al chiodo. Dopodiché il ruolo di dirigente, mai sbocciato definitivamente: le sue presenze in tribuna sembravano essere più nel ruolo di totem che di membro attivo della dirigenza. E questo ha portato alla decisione finale che fa soffrire i tifosi giallorossi. Ancora una volta.

 

FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MEO