Dopo il dl sicurezza, ora Salvini punta su Tav: «Il voto contrario sarebbe una sfiducia a Conte»

Gaia Mellone 6 Ago 2019
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Un giorno per godersi la vittoria, poi il nuovo ring. La gatta da pelare di domani per Matteo Salvini sarà quella della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle sulla Tav. Il leader Lega richiama all’ordine: «Votare no sarebbe come sfiduciare il premier Conte»

Dopo il dl sicurezza, ora Salvini punta su Tav: «Il no sarebbe una sfiducia a Conte»

Matteo Salvini cerca di mettere nell’angolo il Movimento 5 Stelle: se si da adito alla mozione presentata contro la Tav, si sfiducia di fatto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L’esito è prevedibile, ed è stato anticipato dal botta e risposta tra il leader del Carroccio e il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, il quale ha tentato di tenere testa a Salvini. «Minacci chi vuole» gli ha risposto, come a dire “non ci intimorisci”. Ma la lotta sulla Tav non si fa a chi alza di più il mento davanti ai giornalisti, e la querelle andrà in scena in Parlamento domani. Tra slogan di uni e degli altri, probabilmente sarà un “tutto fumo e niente arrosto”. La mozione anti Tav dei 5 stelle «impegna il Parlamento a bloccare la realizzazione del Tav Torino-Lione» e chiede « la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione; un diverso uso delle risorse, da destinare ad opere pubbliche alternative, maggiormente utili ed urgenti, sul territorio italiano». Una posizione che può contare su una cinquantina di senatori in più rispetto a quelli del Carroccio, che diventerebbero fondamentali solo se l’opposizione decidesse di dare un colpo di scena e abbandonare l’Aula durante il voto, poiché la Lega resterebbe solo con i suoi 58. Una ipotesi possibile ma improbabile, anche alla luce di quanto successo con il Decreto Sicurezza Bis.

 

(credits immagine di copertina; ANSA/GIUSEPPE LAMI)