Non è vero che l’Europa (sempre brutta e cattiva) ha vietato i tatuaggi colorati

Come al solito, la semplificazione giornalistica ha fatto un'altra vittima. È la terza fake news sull'Europa nel giro di pochissimi giorni

17/12/2021 di Gianmichele Laino

E siamo a tre. In principio fu la bufala della Commissione Europea che ci avrebbe vietato di dire “buon Natale”. Poi, è stata la volta delle case ad alto impatto energetico che, dal 2033, non avremmo potuto vendere né affittare a causa dei burocrati di Bruxelles. Oggi, invece, è toccato ai tatuaggi colorati finire nel tritacarne della disinformazione antieuropeista che sta sempre più conquistando anche i mezzi di informazione mainstream. Da ieri, proliferano i seguenti titoli di giornale (basta una semplice ricerca su Google News per evidenziarlo): Addio ai tatuaggi a colori, stretta dell’UE: dal 4 gennaio solo in bianco e nero (il Giorno); “Gli inchiostri sono pericolosi”: dal 4 gennaio addio ai colori, tatuaggi solo in bianco e nero (Fanpage); La UE dice basta ai tatuaggi colorati (il Giornale). Ma i tatuaggi colorati vietati è la più classica delle fake news.

tatuaggi colorati

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Tatuaggi a colori, la bufala dell’Unione Europea brutta e cattiva che li vieta

C’è davvero un divieto che arriverà direttamente da Bruxelles per una pratica – quella dei tatuaggi a colori – che è sempre più diffusa? Non è esattamente così. A spiegarlo è Beatrice Mautino, divulgatrice e saggista italiana, autrice del volume È naturale bellezza (all’interno del quale ha dedicato vastissimo spazio all’argomento). Quest’ultima, in un lungo thread su Twitter e in diversi contenuti pubblicati sul suo noto account Instagram (@divagatrice, seguito da quasi 200mila persone) ha riassunto i termini della storia: non c’è un divieto assoluto dei tatuaggi a colori, ma semplicemente l’Europa ha aggiornato l’elenco delle sostanze tossiche nei settori della cosmesi e dei tatuaggi appunto, prevedendo comunque delle soluzioni alternative.

Si tratta di una restrizione che, in totale, eliminerà dal mercato circa 4mila sostanze, ma che è stata studiata per favorire la salute delle persone e l’integrità del lavoro di chi opera nel settore. Per ovviare a un vuoto normativo, nell’ormai lontano 2015, l’Unione Europea ha chiesto all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) di valutare i rischi delle sostanze contenute all’interno dei colori dei tatuaggi. Dopo cinque anni, si è arrivati alla decisione di inserire nel regolamento Reach (che raccoglie tutte le sostanze chimiche vietate) una serie di sostanze contenute all’interno dell’inchiostro colorato dei tatuaggi. Questa decisione era già stata vidimata dalle autorità europee, ma il grande pubblico se ne rende conto soltanto ora, quando l’entrata in vigore è ormai prossima (il 4 gennaio 2022, appunto).

Il fatto che il regolamento Reach sia stato aggiornato con delle nuove sostanze chimiche non significa che, automaticamente, tutti i tatuaggi a colori saranno vietati. Ma che, semplicemente, serviranno nuove sostanze per ottenere l’effetto cromatico desiderato. Possibilmente, delle sostanze non tossiche, cancerogene o dannose per la salute degli individui. Addirittura, per quelle sostanze che non hanno un sostituto di facile reperibilità, l’UE ha previsto un rinvio dell’entrata in vigore del divieto: si tratta di Pigment Blue 15:3 e del Pigment Green 7, che saranno vietate soltanto a partire dal 4 gennaio 2023. Un anno in più per trovare un sostituto in natura.

Infatti, come ha spiegato Beatrice Mautino a Giornalettismo, se non esistessero delle alternative non sarebbero mai state approvate queste modifiche. In ballo, ovviamente, c’è anche il tema della percezione di tutta questa vicenda che, anche comprensibilmente, è invisa agli operatori del settore. Non tanto per la “bontà” di questa misura – non nuova, quindi è paradossale lo stupore improvviso -, ma per gli effetti pratici che tutto ciò potrebbe riflettere sul lavoro dei tatuatori che, dunque, dovranno tarare le proprie abitudini seguendo queste nuove linee guida e, magari, anche cambiare quella linea di prodotti utilizzati fino a ora.

Il ruolo della stampa

E questa percezione è stata trasferita ai cittadini anche attraverso gli organi di stampa che, come dimostrato, hanno raccontate – ancora una volta – nel peggior modo possibile questa storia dei tatuaggi colorati vietati dall’Europa. Perché giornali – da ieri quelli online e oggi anche in alcune testate cartacee in vendita in edicola – hanno pubblicato tutti la stessa notizia. Trattata allo stesso modo. E la divulgatrice Beatrice Mautino sottolinea come tutto ciò sia del tutto sbagliato. Dai titoli alle narrazioni: «Bastava collegarsi sul sito dell’ECHA che è chiarissimo e ha proprio in homepage la spiegazione precisa di questi cambiamenti che entreranno in vigore da gennaio». E lì si vede la luce che illumina questa vicenda dai contorni in bianco e nero. Perché anche lei ha avuto la sensazione che molti articoli fossero figli di comunicati stampa inviati da qualche associazione di settore e ripresi dai giornali senza verificare esattamente la realtà delle cose. E poi la chiusura: «Si seguono i filoni che vanno di moda». In questo caso quello dell’Europa brutta e cattiva che vieta cose.

FOTO IPP/MIPA – MILANO

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