Susanna Ceccardi dice che non ha senso definirsi antifascisti, contro un nemico che non esiste

di Gianmichele Laino | 13/07/2020

Susanna Ceccardi antifascismo

Per Susanna Ceccardi, candidata leghista alle elezioni regionali in Toscana, evidentemente il fascismo non esiste più. Dal momento che, come ha riportato in un’intervista a Repubblica Firenze, ha affermato che oggi non ha più senso definirsi antifascisti. La sua dichiarazione arriva su un punto critico della campagna elettorale in Toscana, una terra che ha sempre avuto un dna di sinistra e che ha fatto dell’antifascismo militante un tratto sempre caratteristico. Tuttavia, negli ultimi tempi, aggressioni, insulti, episodi di violenza portati avanti da esponenti dell’estrema destra si sono verificati anche da quelle parti.

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Susanna Ceccardi antifascismo, la sua opinione

Da qui la domanda del cronista di Repubblica Firenze, che ha chiesto alla Ceccardi se si ritiene antifascista. L’esponente della Lega ha utilizzato la solita perifrasi di chi ritiene sconveniente dare una risposta netta, perché probabilmente scontenterebbe qualcuno:

«Io sono anti ideologica – ha detto Susanna Ceccardi -. E vengo anche io da una storia rossa: ho una famiglia di tradizione di sinistra, il fratello di mio nonno era un partigiano e fu ucciso dai fascisti. Non sono né fascista né antifascista, aveva un senso la domanda allora, nel 1944. Oggi è troppo facile dirsi antifascisti con un nemico che non esiste. Sono dalla parte dei temi».

Sono dalla parte dei temi, dice. Ma la questione dovrebbe essere più profonda. In realtà, la risposta sembra essere propedeutica a quanto ha affermato successivamente, quando non ha chiuso a una precisa domanda sui voti di Casapound e su una eventuale accettazione degli stessi o sulla possibile candidatura di volti storicamente legati alla sinistra toscana. Un modo per tenersi il piede in due scarpe. Ma l’antifascismo o è antifascismo o non è.

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La leghista, classe ’87, ha affermato di non aver vissuto in prima persona la stagione dell’opposizione politica tra destra e sinistra e, per questo motivo, sembra anacronistico per lei parlare di fascismo e di antifascismo.

La discussione è andata avanti anche rispetto alle sue intenzioni in caso di sconfitta alle elezioni. A differenza di Lucia Borgonzoni in Emilia-Romagna non ha affermato che, se dovesse perdere, resterebbe in consiglio regionale come esponente dell’opposizione. «Sono stata eletta al parlamento europeo – ha detto – se dovessi perdere tornerei alla carica per la quale sono stata eletta».