La tentazione di Trump: imporre delegati lealisti per restare alla Casa Bianca

Il Wall Street riporta la tentazione del presidente di ribaltare il risultato elettorale imponendo elettori che votino per lui anche in Stati conquistati da Biden

13/11/2020 di Redazione

Piano segreto di Trump

Nei giorni sempre più tesi e incerti di questo post elezioni Usa, spunta un nuovo piano segreto di Trump per restare alla Casa Bianca. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal infatti il presidente starebbe pensando di imporre a Pennsylvania, Arizona e Georgia di nominare delegati che votino per lui invece che Joe Biden, ribaltando il risultato delle elezioni e trovando così i voti per restare presidente. Una “mossa della disperazione” che porterebbe a una crisi istituzionale mai vista prima ma che pur non caldeggiandola i vertici del partito repubblicano non hanno bocciato apertamente.

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Come funzionerebbe il piano segreto di Trump

Il piano segreto di Trump punterebbe sulla capacità del presidente di convincere le assemblee legislative di Pennsylvania, Arizona e Georgia, tutte a guida repubblicana, a ribaltare i risultati del voto e a nominare lealisti di Trump, permettendo così al presidente di ribaltare la sconfitta e ottenere 279 grandi elettori, restando alla Casa Bianca. Una cosa mai successa e che scatenerebbe probabilmente una forte reazione popolare, oltre a una serie infinita di cause legali che finirebbero alla Casa Bianca dove però Trump si sente protetto, vista la supermaggioranza conservatrice di 6-3 della Corte, con un terzo dei giudici nominati proprio da lui. Solo ipotesi al momento, ma che dimostrano come l’inquilino della Casa Bianca sia pronto a tutto pur di non rispettare il risultato elettorale, come dimostrato anche dall’incessante serie di denunce senza prove che stanno surriscaldando il clima con i suoi supporter ormai già convinti che le elezioni siano state truccate e Joe Biden sia un presidente illegittimo.

Il piano segreto di Trump, tra la spinta dei falchi e la bocciatura degli esperti

Il piano segreto di Trump riportato dal Wall Street Journal, e già ipotizzato mesi fa dalla rivista The Atlantic, sarebbe il colpo finale di un lento ma costante tentativo del presidente di sovvertire il risultato delle elezioni che hanno visto in Joe Biden un chiaro vincitore. L’ex vicepresidente infatti, oltre ad aver raccolto quasi 5 milioni e mezzo di voti in più di Trump ha anche ottenuto 279 delegati, che diventeranno molto probabilmente 306 con Arizona e Georgia, ormai quasi certamente in mano al candidato democratico, superando nettamente quella quota 270 necessaria per conquistare la Casa Bianca. Da giorni però Trump si rifiuta di accettare la sconfitta denunciando brogli di massa che ancora non è riuscito a provare, perdendo tutte e 12 le cause fatte finora in tribunale, e impedendo l’inizio del processo di passaggio dei poteri alla nuova amministrazione. Una situazione facilitata dal silenzio del partito repubblicano, i cui leader sostengono il diritto di Trump di ricorrere in tribunale per provare i presunti brogli. Il piano segreto di Trump sarebbe però un ulteriore passo verso un vero e proprio sovvertimento del risultato delle elezioni, per molti osservatori un vero e proprio colpo di Stato, che però potrebbe essere favorito dall’assenza di chiare indicazioni a riguardo. Se infatti è vero che gli esperti di entrambi i partiti hanno bocciato la fattibilità del piano e solo alcuni dei fedelissimi del presidente, come il figlio Don Jr., il governatore della Florida, Ron DeSantis e il conduttore radiofonico ultraconservatore Mike Levin, spingono per questa “opzione atomica”, il partito repubblicano non ha preso ufficialmente posizione contro l’eventuale “colpo gobbo” di Trump, lasciandosi lo spazio per eventualmente dissociarsi ma senza inimicarsi prima quello che, comunque vada, sarà l’uomo forte del GOP per gli anni a venire.

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