La bufala dei parenti che vanno a trovare i malati Covid entrando dalla finestra

Un'altra immagine che circola sul web in maniera acritica e che, invece, è stata completamente decontestualizzata

18/11/2020 di Gianmichele Laino

parente di un malato covid

Foto diffusa sui social network, che riguarda in modo particolare l’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. In Calabria, la situazione sanitaria è piuttosto grave, lo testimonia l’incertezza che c’è sulla nomina del nuovo commissario preposto. In queste ore potrebbero arrivare persino gli ospedali da campo di Emergency per ovviare al sovraffollamento delle terapie intensive e degli altri reparti. Tuttavia, questa situazione non suggerisce una maggiore prudenza nella diffusione di notizie e immagini incontrollate. Come quella di un presunto «parente di un malato Covid» che sarebbe andato a visitare il suo congiunto entrando da una finestra dell’ospedale, in cima a un ballatoio.

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Parente di un malato Covid visita il reparto, la fake news in Calabria

In realtà si tratta di una fotografia completamente decontestualizzata e che ha causato non pochi fraintendimenti. A chiarire l’origine di quell’immagine ci ha pensato il noto sito locale LACNews, che ha realizzato il bel documentario Amore e morte nei reparti Covid di Vibo

All’interno del loro viaggio nei reparti di terapia intensiva dell’ospedale di Vibo Valentia, infatti, hanno mostrato l’esatto punto in cui è stata scattata quella fotografia – ovvero il ballatoio che fiancheggia il reparto di terapia intensiva -, spiegando cosa aveva dato vita al fraintendimento: in realtà non si trattava di un parente di un malato Covid, ma di un infermiere che stava controllando i pazienti dalle finestre per effettuare monitoraggi più frequenti e senza la necessità di vestirsi con tutti i dispositivi di protezione (un’operazione molto complessa e che richiede molto tempo), tra cui tute, maschere e caschi.

Parente di un malato Covid visita il reparto, il post che aveva dato origine alla fake news

Invece, sui social network, era subito partito il complotto che – a quanto pare – sembra essere la nuova frontiera delle proteste contro il sistema sanitario nazionale. Vengono presi di mira giornalisti che entrano nei reparti di terapia intensiva proprio perché sottrarrebbero spazi alle visite dei pazienti e una delle misure più criticate – nonostante il buonsenso dica esattamente l’opposto – sembra proprio essere quella dell’impossibilità di dare un’occhiata ai propri congiunti ricoverati in un ospedale Covid.

Per questo su Facebook, a corredo dell’immagine, si era diffuso questo messaggio: «Vibo reparto Covid… I parenti vanno a trovare gli ammalati. Fra le tante cose che non funzionano in questa città, questa è la più grave… Poi ci domandiamo da dove si propaga il virus… Da li mortacci vostri!». Tante condivisioni e tanti like. Per un qualcosa che, semplicemente, non era mai esistito.

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