No, con il vaccino non diventeremo fluorescenti (a.k.a. la storia della Luciferasi)

Ennesima boutade sui social, senza conoscere la realtà delle cose

12/11/2020 di Enzo Boldi

Luciferasi

Essere fluorescenti senza apparenti meriti vaccinali. La rete offre sempre grandi spunti di riflessione, come sta accadendo da qualche ore sul tema della «Luciferasi». Tutto è partito da un tweet pubblicato da un profilo social italiano in cui si parla di questo enzima inserito all’interno del vaccino anti-Covid finanziato da Bill Gates (strano non si sia parlato di Soros) che ci renderà tutti luminescenti, fluorescenti e scandagliabili attraverso l’utilizzo di lettori installati sui nostri smartphone. Ma state tranquilli: chi si sottoporrà all’immunizzazione contro il Coronavirus non diventerà come il signor Burns ne I Simpson.

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Questa la lunga serie di tweet pubblicati sul tema Luciferasi da un solo profilo.

Luciferasi, la bufala del vaccino che ci renderà fluorescenti

Insomma, già la chiamata in causa del demonio dovrebbe far inserire questa sequela di tweet nel cassetto delle fake news (o quantomeno dei troll). Ma cerchiamo di capire di cosa si tratta e perché le parole e le paure dell’utente Cinzia Palmacci siano del tutto fuori luogo. Anche perché quando si parla di Luciferasi bisognerebbe sapere che si tratta di un enzima utilizzato da anni durante le fasi di sperimentazione, in particolare del vaccino.

L’enzima e la bufala

E che produca una ‘fonte di luce’ è reale (da qui il nome), ma non è assolutamente vero che rende l’essere umano fluorescente e individuabile attraverso la scansione smartphone. Qui, per esempio, Promega ne spiega l’utilizzo a livello di laboratorio. Inoltre, occorre sottolineare come l’enzima Luciferasi non sia eterno, ma abbia una vita breve (e si utilizza solamente per tracciare il prodotto una volta inoculato) e si dissolve nell’organismo nel giro di pochissimo tempo (poche ore). Per funzionare in modo più continuativo deve essere iniettato anche il substrato, ma anche in questo caso vale solo una tantum: la reazione ‘luminosa’ si ha solamente una volta e si dissolve nel giro di brevissimo tempo.

Insomma, la storia dell’enzima Luciferasi utilizzato per tracciare, anzi marchiare, tutte le persone che si sono sottoposte all’inoculazione del vaccino anti-Covid è una bufala senza alcun principio di verità. Non saremo individuabili attraverso smartphone, non saremo marchiati, non saremo nelle mani del demonio. E, soprattutto, non saremo fluorescenti.

(foto di copertina: da The Simpson)

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