Credete alla pagina «Buffonate di Stato» sul paziente in terapia intensiva senza protezioni?

Ha mostrato uno spezzone di un servizio de La Vita in Diretta mettendone in dubbio la genuinità

18/11/2020 di Gianmichele Laino

Buffonate di Stato

Alert, contenuto virale. A partire dalla condivisione dell’ormai nota pagina Facebook – purtroppo – intitolata Buffonate di Stato (che ha un seguito di 100mila followers), si è diffuso un servizio de La Vita in Diretta che mostrerebbe un reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Torino in cui uno dei due pazienti all’interno della stanza non aveva le protezioni. Questo video è stato rilanciato per dare seguito al complotto sull’esistenza concreta del coronavirus, lasciando sottintendere che il servizio fosse in realtà fabbricato ad arte.

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Buffonate di Stato e il servizio de La Vita in Diretta

L’obiezione che è stata fatta riguarda un uomo accanto al paziente intervistato: quest’ultimo non avrebbe alcun dispositivo di protezione addosso, al contrario dei medici e degli infermieri – oltre ai giornalisti entrati in reparto – che sono bardati di tutto punto con tute, caschi e mascherine. Inoltre, tra i commenti più popolari, c’è qualcuno che si chiede che senso abbia far entrare nei reparti Covid i giornalisti, quando invece i familiari dei pazienti non vengono fatti entrare per evitare di diffondere ulteriormente il contagio.

Ma, poi, si può dare credibilità a una pagina che si chiama Buffonate di Stato?

Al di là della facilità con cui si può controbattere a questa affermazione (una cosa è mettere in sicurezza una piccola e agile troupe televisiva per fornire un servizio pubblico ai cittadini che seguono la Rai), è opportuno ricordare – come ha fatto anche David Puente per Open – che il reparto in questione non era propriamente una terapia intensiva, ma una terapia sub-intensiva, dove non c’è necessità di intubare i pazienti. Inoltre, il fatto che questi non abbiano protezioni non incide sulla casistica, dal momento che si tratta di due pazienti Covid che non possono contagiarsi più di quanto non siano già contagiati.

La verità è che il messaggio sottinteso è quello di un complotto mediatico che starebbero architettando tutti – dai politici alle televisioni, passando per i giornali – per diffondere paure e timori sul coronavirus. In realtà, l’errore sta sempre nell’occhio di chi vede e complotta. Ma poi – nota a margine – si può dare credibilità a una pagina che si chiama Buffonate di Stato? E su…

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