Cosa prevede l’ordinanza congiunta firmata da Zaia, Bonaccini e Fedriga

Le misure restrittive e le nuove norme anti-assembramento: dai negozi chiusi la domenica, fino ai divieti di canto e flauto a scuola

12/11/2020 di Enzo Boldi

Ordinanza Veneto Emilia-Romagna e Friuli

Tre firme e un comune accordo, anche con il Ministero della Salute. Dopo un confronto con Roberto Speranza, Luca Zaia, Stefano Bonaccini e Massimiliano Fedriga hanno annunciato l’entrata in vigore di un’ordinanza Veneto Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia con ulteriori misure restrittive per tentare di mettere un freno ai contagi (e, di conseguenza, a tutti gli altri fattori che indicano il livello di emergenza). Le tre Regioni, confinanti in linea verticale, hanno deciso di adottare alcuni provvedimenti che hanno come primo obiettivo la riduzione al massimo delle possibilità di assembramento. Andiamo a scoprire quali sono queste misure.

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Qui Veneto

«Bisogna evitare le vasche del fine settimana in centro, in montagna o al mare. Sono tutte occasioni di contagio e non possiamo rischiare di stressare ulteriormente gli ospedali, altrimenti arriveremo al blocco totale e ci chiuderanno in casa. I cittadini devono dare una mano a chi è in ospedale – ha detto Luca Zaia -. Si potrà svolgere l’attività sportiva, motoria e le passeggiate ma lontano dal centro e dalle zone residenziali. Si può fare nei parchi pubblici, nelle zone rurali e in generale nelle aree non affollate con un distanziamento di 2 metri. La mascherina va sempre tenuta. E in caso di momentaneo abbassamento per mangiare, bere o fumare bisogna mantenere il metro di distanza. La mascherina in casa andrebbe indossata in presenza di non conviventi, ed è» fortemente consigliato dare la possibilità agli over 65 di fare la spesa nelle prime ore nel mattino, perché sono più a rischio. Al bar e nei ristoranti dalle 15 alle 18 si sta solo seduti e chi prende d’asporto deve consumare a casa o in auto. Sono chiuse tutte le grandi e medie strutture di vendita e i parchi commerciali non essenziali nei giorni prefestivi e nei festivi è vietato ogni tipo di vendita anche nei negozi di vicinato ad eccezione delle categorie essenziali».

Qui Emilia-Romagna

Mascherina indossata sempre, fin dal momento in cui si esce di casa. Nei giorni prefestivi e festivi chiuse le medie e grandi aree di vendita, compresi tutti i complessi commerciali, con l’aggiunta, nei festivi, dello stop ad ogni attività di vendita, anche gli esercizi di vicinato (eccezion fatta per farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole le sole eccezioni previste, e rimangono aperti gli esercizi di ristorazione pur nei limiti previsti dal DPCM in vigore). L’attività sportiva e motoria dovrà avvenire preferibilmente nelle aree verdi e periferiche, e comunque non si potrà fare nei centri storici delle città e nelle aree affollate, ad esempio le vie e le piazze centrali o i lungomare, rimanendo sempre distanziati. Spetterà ai sindaci fissare ulteriori specifiche limitazioni.

Qui Friuli Venezia Giulia

«L’accesso ai negozi sarà consentito a una persona per nucleo familiare, salvo se per necessità di accompagnamento e con minori di 14 anni – spiega Massimiliano Fedriga -. I mercati saranno possibili solo se verrà consegnato un piano che preveda la perimetrazione, la presenza di un ingresso e di una uscita, e il servizio di controllo per il mantenimento del distanziamento. L’ordinanza prevede restrizioni nei festivi e prefestivi, in particolare gli esercizi della media e grande distribuzione, cioè sopra i 400 mq, sabato e domenica saranno chiusi. Nei giorni festivi saranno aperti per la vendita solo le farmacie, parafarmacie, alimentari ed edicole: è sempre consentita la vendita a domicilio».

Ordinanza Veneto Emilia-Romagna e Friuli

Questi sono i principali provvedimenti e le principali restrizioni previste nell’ordinanza Veneto Emilia-Romagna e Friuli, firmata da Zaia, Bonaccini e Fedriga di comune accordo con il Ministero della Salute

(foto di copertina: da Pexels)

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