Marco Travaglio su Carola Rackete: «Chi compie un gesto umanitario non è autorizzato a commettere reati»

di Gaia Mellone | 30/06/2019

  • L'editoriale di Marco Travaglio di domenica 30 giugno è dedicato a Carola Rackete

  • Tra chi la insulta e chi la esalta, il molo di Lampedusa rispecchia l'Italia

  • Il direttore de il Fatto Quotidiano salva l'atto umanitario, ma non quello politico

L’editoriale del direttore de Il Fatto Quotidiano  di domenica 30 giugno non poteva che essere dedicato alla capitana della Sea Watch III. Marco Travaglio su Carola Rackete ha un giudizio che non salva né condanna: ben venga l’atto umanitario, ma non può essere a discapito del rispetto delle leggi.

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Marco Travaglio su Carola Rackete: «Chi compie un gesto umanitario non è autorizzato a commettere reati»

La banchina di Lampedusa rappresenta l’Italia spaccata in due. Lo evidenzia nel suo editoriale Marco Travaglio: «Due fazioni di esagitati che salutano la capitana Carola Rackete appena sbarcata e arrestata, alcuni insultandola e altri esaltandola, è la perfetta rappresentazione di questo povero Paese che non riesce più a ragionare, ma solo a tifare. E a twittare».

Il giornalista invita i suoi lettori a distinguere tra «ciò che ha fatto di buono la Sea Watch» e ciò che invece ha sbagliato, ma l’elenco scritto dal giornalista sul secondo caso è più lunga. Lodevole e da salvare è l’atto umanitario di salvataggio dei migranti, la cui vita era a rischio sopra ad un gommone traballante, anche se Travaglio ci mette comunque una punta di sarcasmo, chiedendosi se «un giorno magari le Ong ci sveleranno quale divina ispirazione le fa trovare sempre nel posto giusto al momento giusto nello sterminato Mediterraneo». Ciò che però il giornalista e direttore de Il Fatto Quotidiano condanna appieno, è la condotta criminale seguita al salvataggio. In un lungo elenco, biasima la comandante Carola Rackete per essersene «`infischiata della legge del porto più sicuro», aver creato «l’ennesimo incidente politico col governo italiano», aver ignorato poi i fallimentari ricorsi al Tar e alla Corte di Strasburgo, violando infine i divieti di ingresso e di sbarco a Lampedusa, arrivando alla «manovra spericolata e criminale» speronando la motovedetta della Guardia di Finanza.

«Non lo diciamo noi fottuti giustizialisti» continua Travaglio invocando le parole del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che ha condannato la manovra di Rackete spiegando che «le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi, in divisa, lavora in mare per la sicurezza di tutti». E dal suo editoriale, Marco Travaglio sembra schierarsi proprio su questa linea. Carola Rackete «magari animata dalle migliori intenzioni» ha commesso delle illegalità che «non verrebbero tollerate in nessuna democrazia del mondo». E per Travaglio, non c’è intento umanitario che lo giustifichi. 

(credits immagine di copertina: Marco Travaglio ANSA/DANIEL DAL ZENNARO ; Carola Rackete ANSA/MATTEO GUIDELLI)