La Dea Fortuna, Ozpetek torna a casa “Film personale, mi ha aiutato anche Mina”

di Thomas Cardinali | 18/12/2019

Ferzan Ozpetek è un regista che da sempre divide il grande pubblico, che o lo ama o lo odia profondamente. Ultimamente anche i suoi più grandi estimatori gli hanno rimproverato un omologarsi agli altri narratori perdendo quelle sue caratteristiche intime e personali che da sempre lo hanno contraddistinto nel bene o nel male, ma ne La Dea Fortuna sembra di colpo tornare a casa.

In questo film ci sono vicende personali del regista, che racconta la storia della fine di un amore tra Arturo e Alessandro, interpretati da due cavalli di razza del nostro cinema come Stefano Accorsi ed a Edoardo Leo. L’arrivo di Annamaria, interpretata da Jasmine Trinca, e dei suoi figli sconvolge la loro routine e fa emergere le difficoltà che si porta dietro una relazione quando la passione fisica con il tempo diventa solo tenero affetto.

È lo stesso Ozpetek a raccontare che il film è ispirato ad un suo amico a cui ha badato ai figli qualche hanno fa dopo aver sofferto di un tumore al pancreas e ad ammettere la natura personale de La Dea Fortuna, che è per lui quasi una liberazione:

“Oggi un giornalista ha detto che è Il Ritorno di Ozpetek, con lui poi abbiamo concluso che è la mia vecchiaia. Volevo essere libero e raccontare una storia che mi assomigliasse molto. Era un’esigenza forte perché dovevo già farlo in Rosso Istanbul.  Questo è un film per tutti, perché chiunque perde la passione dopo tanti anni. Penso ad un’amica di mia madre che a 70 anni continua a far sesso col marito poverino che quasi non ce la fa più (ride ndr). Questo è molto bello, ma la cosa bella è anche quando l’erotismo diventa affetto ed è qualcosa di molto vicino a me. Poi penso che vedi davvero chi ami per com’è veramente quando si relaziona con i bambini, questi due aspetti molto intimi mi hanno incuriosito nel fare La Dea Fortuna. Poi devo dire che nel film, come nella vita, ho amato mischiare momenti drammatici con altri da commedia”.

Ferzan Ozpetek loda la sua scenografa, qui all’esordio dopo tante collaborazioni da assistente, che ha trovato la casa dei suoi sogni a due passi da Piazzale delle Province e il giovane Diodato che ha realizzato la canzone dei titoli di coda. La curiosità più interessante però è legata al rapporto tra il cineasta di origine turca e la cantante Mina:

Conosco Mina e siamo amici,  parlerei di lei 24 ore su 24. Negli ultimi due anni è stata una delle persone più importanti della mia vita. Lei ha letto la sceneggiatura e mi ha aiutato tanto, quando cercavo un’attrice per il ruolo della nonna mi ha consigliato Barbera Alberti. La cosa divertente è che lei è venuta pensando di essere stata scelta ed ero in imbarazzo perché in realtà dovevamo fare il provino (ride ndr). Ho immaginato la casa di questa baronessa come una villa di Hansel e Gretel. Lei è stata una cosa incredibile, è entrata subito nella parte. La scena in cui insultava gli amici con quello sguardo loro due (si riferisce ad Accorsi e Leo ndr) dicevano sottovoce che avrebbe vinto Nastro d’argento e David di Donatello”.

La Dea Fortuna per Leo e Accorsi “Un investimento emotivo”

Edoardo Leo, Ferzan Ozpetek e Stefano Accorsi
Edoardo Leo, Ferzan Ozpetek e Stefano Accorsi

Anche il personaggio di Edoardo Leo, un idraulico definito “ruspante” è tratto da una persona vera che Ozpetek ha incontrato nella sua vita ed è il pretesto per lanciare un altro dei messaggi profondi racchiusi ne La Dea Fortuna:

Il personaggio di Edoardo Leo è ispirato ad un idraulico che è venuto da me. Questa persona è un malato di mente, parlava davvero  con i rubinetti (risate ndr). Un mio amico mi ha detto che un personaggio innamorato come quello di Edoardo Leo che riudciva ad essere maschio e femmina allo stesso tempo non lo aveva mai visto ed è bellissimo. Nelle mie amicizie non ho mai guardato il livello culturale di una persona, sono importanti i rapporti che vai creando. Avrei voluto tanto amici come il personaggio di Edoardo ed è per questo che per me è davvero importante che è sia nel film”.

Proprio per Edoardo Leo è stata davvero una bella sfida attoriale ed umana quella che gli ha presentato Ozpetek con La Dea Fortuna:

Ho pensato che in questo momento della mia carriera questo personaggio fosse un regalo. Avere un autore come Ferzan che te lo affida completamente è la cosa migliore che ti possa accadere. Ha significato per me un impegno particolare, perché c’è stato anche un investimento emotivo enorme.  Il personaggio dell’idraulico è legato alle commedie anni ‘70. Rivederlo sotto questa nuova veste è stata una insidia. Non mi sono preoccupato, perché ho chiesto a Ferzan di guidarmi nelle sfumature smussando certi angoli. Mi chiamava anche alle 10 di sera e alle 6 e mezza di mattina per costruire le scene, è stato davvero coinvolgente”.

Stefano Accorsi è l’altro protagonista della coppia in La Dea Fortuna:

“I copioni di Ferzan arrivano sempre al cuore, lui assedia un quartiere quando fa un film. Praticamente abbiamo vissuto in 60 persone in un quartiere per più di un mese. Abbiamo fatto un pezzo di vita bello insieme, non c’è stato niente di brutto. La scena dove balliamo sotto la pioggia è un esempio di come lavora Ferzan: eravamo scappati tutti e lui ci ha detto che dovevamo correre a ballare insieme a Jasmine sfruttando l’acqua. Lui è così, ti sorprende di continuo. Abbiamo fatto qualcosa di vivo”.

Jasmine Trinca, a cui Ozpetek ha annunciato di voler fare un altro film insieme per la sua straordinaria bravura, racconta così la protagonista femminile de La Dea Fortuna:

Annamaria racconta la fortuna nel senso classico, ovvero il caso che arriva disordinato e te lo ritrovi tra capo e collo. Trasforma una vita di routine di due uomini con il suo arrivo inatteso, che sconvolge un equilibrio delicato ed apparente. Nella vita poi sta a noi cavalcare quel che avviene come viene e sfruttarlo nel miglior modo possibile. Trovo straordinario che l’idea del dolore sia la trasformazione totale dell’amore. La scena del ballo è molto bella, inizialmente doveva ballare da sola Anna Maria ma non sono così brava a farlo. Le incognite nel cinema sono le tre b: le bestie, i bambini e il ballo della Trinca (ride ndr). Questa scena è diventato un momento personale per tutti noi, come d’altronde l’intero film ed è il grande merito di Ferzan”.

Barbara Alberti loda Ozpetek: “Suo film è politico, un atto di civiltà”

Barbara Alberti in La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek
Barbara Alberti in La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek

Barbera Alberti, a margine della presentazione de La Dea Fortuna, lancia però il messaggio più forte:

 “Ozpetek dice che non vuole dare un messaggio e questo gli sarà conteggiato in paradiso, perché oggi tutti vogliono dare un messaggioIl suo, però, arriva molto forte. E’ la prima volta che vado al cinema e la tematica non è ‘siamo gay, non siamo gay’, bensì è ‘siamo felici o non siamo felici’. Questo è un film politico, nel senso più alto del termine”.

La Dea Fortuna sarà nelle sale con Warner Bros. in più di 400 schermi dal 19 dicembre, la grande sfida è con Pinocchio di Matteo Garrone e Star Wars IX.