La bufala del terremoto in Emilia si chiama fracking

di Donato De Sena | 21/05/2012

L’EUROPA DICE NO – L’Italia non è l’unico paese scettico. La Germania, la Francia e la Bulgaria hanno espressamente detto no pratica estrattiva. Il ministro dell’Ambiente tedesco, ad esempio, si è opposto alle richieste delle multinazionali dell’energia per lo sfruttamento dei giacimenti della Germania settentrionale e orientale. Ha negato al colosso Exxon Mobile un progetto per la trivellazione in Sassonia e Reno Westfalia. Francia e Bulgaria hanno vietato il fracking con specifiche norme di legge.

COMPLOTTO ETERNO – Quella del fracking non è l’unica bufala che circola sulla rete in queste ore. C’è chi grida agli “assassini criminali” chiamando in causa l’Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program), l’installazione civile e militare statunitense situata in Alaska per la ricerca scientifica sugli strati alti dell’atmosfera e della ionosfera. Si accusa l’Haarp di spruzzare nell’aria “sostanze chimiche che aumentano la conduttività elettrica (scie chimiche)”, emanare tramite antenne delle “microonde nello spazio dove un satellite le amplifica” e le invia ad un terreno al di sotto del quale si trova acqua, di riscaldare quindi quell’acqua, di farla venir fuori “spostando le rocce sottostanti” e “provocando il terremoto”. Tragedia che vai, complotto che trovi.