Meloni, contro il «monologo strapagato» di Rula Jebreal a Sanremo, fa il paragone con Mario Giordano

di Gianmichele Laino | 13/01/2020

Giorgia Meloni

La Rai non è abbastanza sovranista, evidentemente. Giorgia Meloni, intervistata da Massimo Giletti a Non è l’Arena su La7, parla anche del palinsesto del servizio pubblico, criticando la mossa di scegliere Rula Jebreal come una delle ospiti del prossimo Festival di Sanremo 2020, condotto da Amadeus. La leader di Fratelli d’Italia, infatti, se la prende contro gli autori e i vertici Rai che, dopo una prima retromarcia, hanno dato il loro via libera alla presenza della giornalista di origini palestinesi sul palco dell’Ariston.

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Giorgia Meloni parla di Rula Jebreal

«Se Rula Jebreal va a Sanremo come conduttrice, non ho nulla in contrario. Tuttavia – prosegue Giorgia Meloni – se fa un monologo, a spese dei contribuenti e superpagato, senza contraddittorio, allora dico che quello non è il contesto». In effetti, Rula Jebreal non sarà a Sanremo per condurre. Con ogni probabilità, stando ai rumors messi insieme nei giorni scorsi e che hanno provato a spulciare una scaletta altrimenti blindatissima, la giornalista e scrittrice sarà sull’Ariston per portare avanti un monologo contro la violenza sulle donne, in questo probabilmente affiancata dalla giornalista di Dazn Diletta Leotta.

Dunque, proprio il monologo di cui parlava Giorgia Meloni, anche se non si capisce come un tema come quello della violenza sulle donne possa avere un contraddittorio. Poi, la leader di Fratelli d’Italia si lascia andare anche a un paragone che, tuttavia, non ha esatta corrispondenza con quanto accadrà al Festival con Rula Jebreal: «Se quando eravamo al governo noi con Silvio Berlusconi avessimo proposto Mario Giordano al Festival di Sanremo sarebbero intervenuti i caschi blu».

Giorgia Meloni fa il paragone con Mario Giordano

Il paragone non calza a pennello perché Rula Jebreal non è soltanto una giornalista – che, tra le altre cose, ha svolto il proprio lavoro all’estero nell’ultima parte della sua carriera -, ma è stata anche consigliera di Emmanuel Macron sulle tematiche dei diritti delle donne e della parità di genere, oltre a ricoprire diverse cariche in vari forum internazionali proprio per quanto riguarda questo particolare argomento. Una persona molto qualificata per parlare di violenza di genere. Non una presunta bandiera di un qualche partito politico.