«L’ordine mi ha dato prima la medaglia d’oro per meriti e poi ha iniziato la mia persecuzione»

di Ilaria Roncone | 27/06/2020

  • Il primo editoriale di Feltri dopo le dimissioni dall'Ordine dei giornalisti è tagliente

  • L'Ordine sarebbe «indegno di avermi tra i suoi iscritti»

  • «Stile becero e fascista o, meglio, comunista»

Feltri ha deciso di spiegare nell’editoriale di oggi di Libero – che continuerà a scrivere sul quotidiano – le ragioni delle sue dimissioni. «Il dado è tratto», si legge nell’attacco del pezzo, «mi sono dimesso dall’Ordine dei giornalisti perché lo ritengo indegno di avermi tra i suoi iscritti». Arrivano dopo le accuse di persecuzione che – a detta del direttore editoriale di Libero – l’Ordine gli avrebbe sempre riservato con un riferimento allo «stile becero e fascista o, meglio, comunista».

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Per Feltri l’Ordine non capisce il ruolo del direttore editoriale

Si legge nell’editoriale del direttore di Libero oggi: «L’Ordine mi ha accusato persino di aver composto titoli sgraditi ignorando, per sottolineare la sua cultura giornalistica, che il direttore editoriale, quale io sono, fa un altro mestiere e non è perseguibile per i contenuti di un quotidiano, esistendo un direttore responsabile cui per contratto e per legge spetta il controllo di ciò che viene stampato».

L’Ordine è «consorteria di gente sconosciuta al pubblico»

Rincara la dose definendo ciò che per lui è l’Ordine, gente «che si arroga il diritto di promuovere e bocciare, soprattutto bocciare i cronisti in base alle loro preferenze politiche». Spiega Feltri: «Il Consiglio esamina il linguaggio degli articoli e se lo ritiene politicamente scorretto, ovvero non di suo gusto, procede e condanna. Insomma, per Feltri l’Ordine dei giornalisti fa «la guerra al vocabolario e ai concetti che non coincidono con il conformismo progressista dilagante». Tanti saluti al linguaggio razzista, misogino, omofobo che spesso e volentieri Feltri ha utilizzato non solo negli editoriali ma anche sui suoi canali social e in televisione, l’ultima che gli si contesta l’uscita sui meridionali inferiori a Fuori dal Coro. Ancor prima di questa uscita l’Ordine aveva già definito Feltri un seminatore di odio.

Per Feltri l’Ordine dei giornalisti è comunista

Garante del nulla, l’Ordine, ma solo comunista e politicamente schierato. L’opinione di Feltri è cristallina: «Una mefitica prigione in cui ero recluso da 51 anni» che «lo scorso anno mi assegnò una medaglia d’oro (per i 50 anni di carriera giornalistica n.d.A.) per aver dato lustro alla professione, intanto però dava inizio alla recrudescenza della mia persecuzione, per altro in atto da tempo.

(Immagine copertina da Fuori dal Coro)